Obama e Putin 30 minuti faccia a faccia a Parigi

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siria aereo militare russo

Incontro bilaterale di 30 minuti tra Putin ed Obama a Parigi. “Si alla soluzione politica ma Assad se ne deve andare”, dice a Putin il presidente americano. In Europa invece oltre alla Francia anche la Germania ipotizza di coinvolgere le truppe di Assad nella lotta all’Isis. Aereo russo abbattuto: la Turchia non si scusa mentre Israele rivela che aerei russi sconfinano frequentemente nello spazio aereo dello stato ebraico, “non per questo li abbattiamo” dice il ministro della difesa. Secondo il Guardian truppe USA combattono da mesi a fianco dei Peshmerga nel nord dell’Iraq anche se il pentagono nega. 

Usa – Russia.  Incontro bilaterale tra Barack Obama e Vladimir Putin a margine del vertice sul clima di Parigi. In agenda la crisi siriana e la situazione in Ucraina. Obama ha sottolineato l’importanza di colpire i militanti dello Stato islamico, e non i ribelli al regime siriano. I due Presidenti hanno sottolineato l’importanza di far progredire il dialogo di Ginevra per un cessate il fuoco e una soluzione politica alla crisi. Obama ha detto a Putin che ritiene che assad debba lasciare il potere nell’ambito di questa transizione. Obama ha espresso rincrescimento per la morte del pilota dell’aereo russo abbattuto dai Turchi ma ha chiesto un raffreddamento della escaltion Russia e Turchia.

Germania. E’ il ministro della Difesa Ursula von der Leyen, in un’intervista all’emittente ZDF, ad aprire alla possibilità di collaborazione con le truppe del presidente siriano Assad. Venerdì scorso era stato il ministro degli Esteri francese Fabius a non escludere il coinvolgimento delle forze armate siriane.

I media tedeschi danno grande spazio all’ampliamento della missione militare contro il terrorismo. Il governo federale ha stimato un costo di 134 milioni di euro per il dispiegamento contro lo stato islamico. Una missione di appoggio non solo alla Francia ma anche all’Iraq e alla coalizione guidata dagli Usa contro l’ISIS. In campo aerei tornado da ricognizione, una fregata lanciamissili di scorta alla portaerei Charles De Gaulle, e 1200 soldati. 600 dovrebbero andare in Mali a rilevare una parte dei soldati francesi, 150 sarebbero dispiegati nel kurdistan irakeno come istruttori.

Regno Unito. Secondo il giornale britannico Guardian non dovrebbe aver luogo prima di mercoledì a Londra il dibattito ai Comuni sulla partecipazione del Regno Unito ai combattimenti in Siria. Downing Street non ha ancora fissato una data ufficiale per il voto, Cameron è in attesa di un segnale chiaro dal partito laburista, la maggioranza dei parlamentari del partito di opposizione sono infatti a favore dei bombardamenti, è contrario invece il leader del partito Corbyn.

Turchia. “Non ci possiamo scusare per aver fatto il nostro dovere”: lo ha detto il premier turco Ahmet Davoutoglu a Bruxelles, riferendosi al jet russo abbattuto dopo aver sconfinato in Turchia.

Israele. Il ministero della Difesa israeliano ha reso noto che un Jet russo è entrato nello spazio aereo israeliano ma non è stato abbattuto grazie ad un sistema aperto di comunicazione tra i due paesi stabilito alla vigilia dell’intervento russo in Siria dopo un incontro tra Putin e il primo ministro Netanyahu.

Stati Uniti. L’esercito statunitense nega qualsiasi coinvolgimento di forze speciali nei combattimenti nel nord dell’Iraq al fianco dei Peshmerga. I reporter del giornale Guardian, invece, citano decine di combattenti curdi i quali raccontano di soldati americani direttamente coinvolti nei combattimenti.

Unione europea. L’unione europea stanzierà fino a 3 miliardi di euro per aiutare la Turchia a gestire sul proprio territorio i profughi del conflitto siriano. L’Europa si impegna anche a liberalizzare la concessione dei visti entro un anno a condizione che la Turchia accetti di riprendersi gli immigrati che abbiano attraversato la frontiera con l’Europa dalla frontiera turca senza avere diritto all’asilo.Si riapre in questo modo anche in processo di adesione della Turchia all’Unione europea, incagliato da anni.

Sembra invece per il momento accantonata la creazione di un meccanismo che vincoli tutti i paesi europei all’accoglienza di profughi. La Germania si è offerta di accogliere altri 400mila siriani provenienti dalla Turchia. Altri 7 paesi si sono detti disposti ad ospitarne sul proprio territorio. resta fiera l’opposizione dei paesi del blocco dell’est. Il presidente del consiglio europeo Tusk, ex premier polacco, ha dichiarato: “l’accordo con la Turchia non può risolvere il problema, se non riusciremo a difendere le nostre frontiere esterne l’accordo di Schengen morirà”

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