Il Regno Unito bombarda la Siria. Colpiti i pozzi dell’Isis

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Cipro, decollo aereo RafIniziati nella notte i bombardamenti del Regno Unito contro le postazioni dello Stato Islamico in Siria. Francia e Russia plaudono alle operazioni britanniche, mentre il Site che monitora l’attività dei jihadisti online, riporta di minacce contro il Regno Unito. Liberati dal fronte Al Nusra, il braccio siriano di Al Qaida, 16 tra militari e politici libanesi in cambio del rilascio di 25 persone. Tra questi anche Sajat Al-Bulaimi, donna legata in passato al leader dello Stato Islamico, Abu Bakr Al Baghdadi

 

Gran Bretagna. All’indomani del via libera da parte della Camera dei Comuni all’allargamento in Siria dei raid “anti- Isis”, la Gran Bretagna raddoppia le forze in campo. Due Tornado e sei Typhoon sono stati inviati alla base aerea della Royal Air Force ad Akrotiri, Cipro, questa mattina. Stessa base da cui sono decollati nella notte i primi due Tornado della Raf per colpire obiettivi Isis in Siria. Sempre ad Akrotiri, inoltre, sono schierati 8 Caccia-bombardieri con cui da oltre un anno la Gran Bretagna martella le posizioni del Jihadisti in Iraq. Mercoledì il premier David Cameron ha incassato a larghissima maggioranza – 397 sì e 223 no – il via libera all’operazione, grazie alla fronda interna al partito laburista. Lo stesso via libera che gli era stato negato nell’estate del 2013, quando l’obiettivo sarebbero state le truppe di Bashar Assad.

Usa. L’Fbi non scioglie il silenzio circa la matrice della carneficina avvenuta nella mattinata (ora americana) di martedì a San Bernardino in California. Negli Usa nessuno parla dunque di terrorismo ma le modalità con le quali hanno agito i due responsabili – il 28enne Syed Razmin Farook cittadino americano di origine araba, musulmano e la moglie di 27 anni Tashfeen Malik- lascerebbero pensare ad un atto suicida, anche se non è certa la matrice jihadista. Certa resta comunque la premeditazione dell’attaco che ha portato alla morte di 14 persone e al ferimento di altre 17.

Russia. Il portavoce del Cremlino plaude all’azione britannica. “Continuiamo a ad accogliere con favore qualsiasi azione che punta a combattere il terrorismo, a lottare ontro l’Isis”, ha detto Peskov. “Ovviamente – ha proseguito – riteniamo che l’efficienza possa essere migliorata in maniera significativa qualora tali azioni siano coordinate con tutti coloro che agiscono all’interno di una coalizione unita”. Sullo sfondo la crisi con la Turchia. Mercoledì Mosca ha accusato Erdogan di essere coinvolto nel traffico di petrolio dell’Isis.

Una ricerca dell’Institute for the study war smantellerebbe la falsa narrativa interna di Putin rispetto alle azioni in Siria. Secondo quanto riporta l’Istituto secondo fonti accreditate, dei 45 obiettivi che Mosca avrebbe colpito dal 30 settembre al 19 novembre, 25 avrebbero colpito postazioni dei ribelli e non Isis.

Russian airstrikes in Siria

Fronte Al Nusra.  Il braccio siriano di Al Qaida avrebbe liberato il primo dicembre 16 ostaggi tra militari e politici libanesi in cambio del rilascio di 25 persone e aiuti umanitari. Il Qatar, vicino al fronte Al Nusra, ha giocato un ruolo chiave nel negoziato. In cambio del rilascio degli ostaggi le autorità libanesi hanno liberato 19 persone e quelle siriane altre 6 tutte accusate di terrorismo. Tra questi anche Sajat Al-Bulaimi, donna legata in passato al leader dello Stato Islamico, Abu Bakr Al Baghdadi, arrestata in Libano nel 2014. La sua liberazione sembrerebbe legata al fatto che il fratello è uno dei più alti responsabili del Fronte Al-Nusra. La donna avrebbe espresso il desiderio di recarsi in Turchia con i 4 figli.

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