Obama: “La libertà è più forte della paura”

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BarackIl presidente americano detta le linee della guerra all’Isis. Passo indietro di Erdogan sulle truppe turche in Iraq. Tre soldati di Assad uccisi da un raid aereo americano.  Le autorità australiane fermano un connazionale che ha combattuto in Siria contro l’Isis

Washington. Con un discorso alla nazione dallo Studio ovale della Casa bianca, Barak Obama conferma la strategia Usa, che non prevede intervento di truppe americane sul terreno e spiega al mondo la sua visione della guerra all’Isis e al terrore: “Non e’ una guerra tra Stati uniti e Islam.”  “L’Isis non parla a nome dell’Islam, sono solo dei criminali e degli assassini”. “La gran parte delle vittime del terrorismo sono musulmani.” “Dobbiamo mantenere il nostro paese al sicuro. La liberta è più forte della paura.”

Ankara. Passo indietro del presidente Turco Erdogan dopo la mossa del governo iracheno che ha minacciato di rivolgersi al Consiglio di sicurezza dell’Onu, per chiedere il ritiro delle truppe turche entrate in Iraq.  La scorsa settimana più di mille soldati turchi e decine di mezzi corazzati erano stati dislocati a Bashiqa, vicino a Mosul, senza un accordo preventivo con il governo iracheno. Il primo ministro turco Davutoglu ha promesso a  Baghdad che “nessun nuovo soldato turco sarà inviato nella zona, fino a quando le preoccupazioni dell’Iraq non saranno state superate”.

Deir al Zor, Siria. Tre soldati dell’esercito siriano fedele al presidente Assad sono stai uccisi e 14 feriti, nel corso di un raid aereo della coalizione a guida americana, in una regione controllata dall’Isis.  L’attacco ha colpito una base  militare dell’esercito siriano impegnato a contrastare le forze dell’isis. Secondo l’osservatorio siriano per i diritti umani è  la prima volta che le vittime collaterali dei bombardamenti della coalizione includono, oltre ai civili, uomini dell’esercito siriano.

Sydney.  Tornato in patria, dopo essere stato estradato dalla Germania, Ashley Dybal un australiano di 23 anni che rischia di essere processato per aver violato la legge sui foreign fighters, che proibisce di recarsi in un paese straniero con l’intenzione di prendere le armi. In Australia questo reato è punibile con la detenzione fino a 20 anni. Dyball  ha combatto contro l’Isis in Siria, dopo essersi unito, come volontario, alle unità di protezione popolare curde (YPG), che hanno rappresentato il principale baluardo contro l’avanzata dell’Isis nella regione autonoma curda del Rojava  e nella città di Kobane.

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