Siria, le monarchie petrolifere del Golfo chiedono “una soluzione politica”

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SAUDI-GCC-SUMMITIn politica, come nella vita, quello che inizia con le parole può sempre tradursi in azione. Le frasi di Putin sulla possibilità di usare il nucleare contro l’Isis stanno suscitando molta preoccupazione, soprattutto nei paesi limitrofi alla Siria. Dalla Turchia sono pesantissime le critiche al presidente russo. In Siria la Russia sta compiendo un tentativo di “pulizia etnica” nei confronti delle forze turcomanne e sunnite, ha detto il premier turco Ahmet Davutoglu, ribadendo le accuse a Mosca di colpire soprattutto i combattenti anti-Assad, aiutando così l’Isis. Dall’Arabia Saudita arriva l’apertura dell’opposizione siriana che ha accettato di incontrare rappresentanti del governo siriano per l’avvio di eventuali negoziati di pace. La condizione dell’uscita di Bashar Assad dal potere per dare inizio alla transizione, siglata dall’opposizione nella conferenza di Riyadh, toglie ottimismo sul successo di un processo di pace realistico nella zona

Siria. Gli ultimi ribelli se ne vanno da Homs. La città è tornata sotto il controllo governativo. Il quartiere di Waer, da cui decine di ribelli siriani da ieri hanno cominciato ad andarsene, rappresentava l’ultimo baluardo antigovernativo ma grazie alla mediazione di Onu, Qatar e Iran, i ribelli hanno raggiunto un accordo di cessate il fuoco con l’esercito di Assad, per poi lasciare la città sotto il controllo di Damasco. L’accordo prevede il ritiro dei ribelli e il conseguente rientro della polizia siriana in cambio di amnistia, liberazione di 35 prigionieri e fine dell’assedio.

Arabia Saudita. Le monarchie petrolifere del Golfo sono per “una soluzione politica” in Siria. La dichiarazione arriva dopo il vertice annuale del CCG (Consiglio di Cooperazione del Golfo) svoltosi nella capitale saudita Riyadh. I leader dei sei paesi del CCG “sostengono una soluzione politica, che garantisce l’integrità territoriale e l’indipendenza della Siria, in conformità con gli accordi della conferenza di Ginevra-1” del 2012, ha dichiarato il segretario generale del Consiglio, Abdellatif al- Zayani.

Gran Bretagna. Il Ministero della Difesa britannico ha confermato giovedì la sua intenzione di rispettare le regole del memorandum russo-statunitense sulla sicurezza dei voli sulla Siria. “Il portavoce del Ministero della Difesa del Regno Unito Peter Watkins ha confermato l’intenzione dei militari britannici di rispettare le regole stabilite dal memorandum Russia-USA in materia di prevenzione di incidenti aerei e sicurezza dei voli sopra la Repubblica araba siriana”, recita un comunicato del Ministero della Difesa russo.

Il memorandum, firmato tra gli Stati Uniti e la Russia ad ottobre, cerca di prevenire incidenti nei cieli siriani tra gli aerei russi e quelli della coalizione guidata da Washington.

Turchia. Le autorità turche hanno iniziato la costruzione di un muro lungo gli 82 chilometri di confine tra la Turchia e il territorio siriano in mano all’Isis. Secondo i media, i lavori di costruzione del muro sono condotti nelle province di Çobanbeyli (Kilis) e Karkamış (Gaziantep). Nessuna conferma da Ankara.

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