Kerry a Mosca. Usa e Russia cercano un terreno comune in Siria

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E’ in forse la conferenza di New York, la terza sul futuro della Siria. Dovrebbe tenersi venerdì ma le divisioni tra le grandi potenze non fanno ben sperare. Il segretario di stato Kerry è a Mosca per trovare un accordo almeno parziale con Putin che gli consenta di mettere qualcosa di concreto sul tavolo. E sul tavolo dell’Europa oggi c’è la proposta bomba di creare una polizia di frontiera e un corpo di guardia costiera unico per l’area di Schengen. Se venisse approvata sarebbe una cessione di sovranità di portata immensa.   L’Isis intanto continua a dimostrare una eccellente capacità organizzativa e si procura enormi finanziamenti con meccanismi che vanno dall’estorsione, come le moderne mafie, alla zakat la “decima” islamica, che risale al medioevo, dal saccheggio alla vendita a prezzi agevolati dei beni frutto di scorrerie.

Iraq e Siria. Dopo l’inchiesta sul petrolio, e quella sul traffico di armi, il Financial Times pubblica on line un nuovo rapporto sull’economia dell’Isis da cui risulta che lo Stato Islamico ottiene la maggior parte dei suoi introiti dalla tassazione, l’estorsione e la confisca di beni nei territori conquistati. Prima di ottenere un vero e proprio controllo territoriale l’Isis si comportava già come una organizzazione mafiosa. Secondo il tink tank americano Rand corporation, ancor prima di espugnare la grande città irachena di Mosul, l’Isis incassava decine di milioni di dollari grazie a estorsioni a commercianti e imprenditori di Mosul. Prima della cattura della città avvenuta nel 2014 aveva accumulato oltre 800 milioni di dollari.

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il listino prezzi per i militanti dell’Isis Fonte: Financial Times

Man mano che l’Isis conquista nuovi territori, crea in ogni provincia un cosiddetto “ufficio per le spoglie di guerra” che calcola il valore in denaro dei beni saccheggiati e paga un quinto del totale ai militanti che hanno effettuato il raid. I beni “non militari” vengono venduti in mercati “del saccheggio” dove i membri dell’isis hanno la possibilità di fare acquisti a metà prezzo.

Europa. La novità che la Commissione europea mette oggi sul tavolo dei ministri è esplosiva. La Commissione intende proporre un regolamento (una normativa direttamente efficace nell’ordinamento degli stati membri) per creare una Agenzia europea di Guardacoste, guardie di frontiera, costituita da migliaia di agenti schierabili rapidamente e che avrebbe la capacità di mobilitarsi in caso di una grave minaccia ad una delle frontiere dell’Unione. L’obiettivo è di salvare il trattato di Schengen, che permette la libera circolazione di persone all’interno dell’Unione in un contesto in cui la guerra in Siria rischia di spingere verso le frontiere dei paesi europei milioni di profughi.  Se questo progetto venisse approvato segnerebbe un salto di qualità importante verso l’Unione politica. Si tratterebbe infatti di una cessione di sovranità senza precedenti.

Russia e USA. Il segretario di stato americano John Kerry è a Mosca, dove cercherà di trovare un terreno comune con il Cremlino sulla linea da adottare per mettere fine alla guerra in Siria. Una visita che serve a preparare il terreno in vista del terzo round di negoziati delle grandi potenze sul conflitto che si dovrebbe tenere il prossimo venerdì a New York. Al momento le distanze appaiono difficili da colmare, Divide le due grandi potenze il ruolo che avrà nella Siria del futuro il presidente Bashar al Assad.

Anche se abbiamo profonde differenze tuttavia, già in passato, abbiamo dimostrate di riuscire a collaborare in modo efficente ad obiettivi specifici. Così ha dichiarato Kerry alla partenza per Mosca.

 

USA. L’assurda vicenda di un idraulico texano. La racconta il New York times. L’uomo ha visto un pick up con i colori e il logo della sua ditta ben riconoscibile  riprerso in un video di propaganda dello stato islamico girato nel cuore della Siria. L’idraulico l’aveva venduto ad un concessionario di auto usate in Texas e questo commerciante l’aveva a sua volta venduto ad un grossista turco che l’aveva inserito nel circuito mediorientale. Nessuno nei vari passaggi aveva pensato di cancellare il marchio della ditta. L’idraulico texano, che, ovviamente nulla aveva a che fare con L’isis è stato prima massacrato sui social network e poi è finito in una trasmissione satirica vista da milioni di persone. La mia ditta è stata distrutta dal terrorismo, questo il commento dell’idraulico.

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