Il destino di Assad?

AssadLa risoluzione Onu sulla Siria non chiarisce il destino del presidente Bashar Al Assad. Aspetto questo che spinge il capo della coalizione nazionale (uno dei principali cartelli dell’opposizione siriana) Khaled Khoja a definire il documento irrealistico. Su Assad “le posizioni sono diverse” afferma l’Alto rappresentante Mogherini. Intanto la Turchia continua a muovere forze militari nella provincia di Ninive, nell’Iraq settentrionale.

Il futuro di Assad. Sul destino di Assad “restano opinioni diverse. Ma siamo tutti d’accordo che ci sarà una transizione e che spetterà ai siriani, tutti i siriani, decidere” ha detto l’Alto rappresentante per la politica estera europea Federica Mogherini. Quanto alla lista condivisa delle organizzazioni terroristiche, il lavoro continuerebbe sotto guida giordana. “Si incrociano le informazioni tra le intelligence per identificare chi non è terrorista e chi è considerato tale, con l’accordo di tutti” precisa Assad. “Man mano che avremo il cessate il fuoco, i gruppi che lo rispettano potranno entrare nel processo politico”.

L’opposizione siriana. L’ambiguità sul ruolo del presidente siriano spinge l’opposizione interna ad essere fredda sulla risoluzione Onu che delinea la roadmap per una transizione politica entro 18 mesi nel Paese. Il documento è “irrealistico, mina i risultati degli incontri delle forze rivoluzionarie a Riad e annacqua le precedenti risoluzioni Onu” ha commentato su Twitter di Khaled Khoja, capo della Coalizione nazionale, uno dei principali cartelli dell’opposizione siriana con base a Istanbul.

Siria

 

 

 

 

 

 

 

 

La mappa dal syriadeeply.org aggiornata al 20 dicembre 2015

Ucciso leader Hezbollah. Il leader libanese di Hezbollah Samir Qantar sarebbe stato ucciso nel corso di un attacco aereo israeliano in Siria. Secondo quanto riporta la stampa locale sarebbe stato colpito in un palazzo residenziale in un sobborgo di Damasco, Jaramana. Qantar era stato arrestato in Israele nel 1979 per l’uccisione in un attacco di un poliziotto, un uomo e i suoi due figli e liberato solo nel 2008.

Turchia. La Turchia “sta continuando a muovere forze militari nella provincia di Ninive”, nell’Iraq settentrionale, nonostante “i problemi di comunicazione” con il governo di Baghdad: scrive in una nota del ministero degli Esteri turco, dopo le proteste di Baghdad che aveva chiesto il ritiro di tutte le forze di Ankara dal Paese.

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