La soluzione cinese per la Siria

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Wang Yi

Il governo cinese si è offerto di ospitare rappresentanti del governo siriano e dell’opposizione per cercare una “soluzione politica” al conflitto . L’inviato Onu de Mistura spiega la road map Onu per Damasco “governo inclusivo, tregua, costituzione, elezioni entro 18 mesi”. Il ministro della difesa francese oggi è a Mosca per discutere delle operazioni in Siria, mentre Human Right Watch denuncia l’uso di bombe a grappolo da parte russa e siriana contro i ribelli. Deputati britannici chiedono che l’uccisione delle minoranze venga considerata genocidio. L’Isis nella campagna per le presidenziali Usa.

Cina. Il governo cinese si è offerto di ospitare rappresentanti del governo siriano e dell’opposizione per negoziati che offrano una “soluzione politica” al conflitto. Un portavoce del ministero degli Esteri ha spiegato che il titolare del dicastero, Wang Yi, ha fatto pubblicamente l’offerta sabato a New York, dopo aver partecipato al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. “Il governo inviterà i rappresentanti del governo siriano e dell’opposizione a visitare la Cina come per cercare un’uscita politica al conflitto”, ha aggiunto, senza precisare se questi negoziati siano quelli previsti nell’accordo approvato dal Consiglio di sicurezza dell’Onu venerdì scorso. Secondo il portavoce cinese, l’incontro tra l’esecutivo siriano e gli oppositori avverrà “presto” e il governo di Pechino informerà “a tempo debito” sull’esito della riunione.

De Mistura. “La sensazione generale è che non c’è alternativa alla soluzione politica: l’Onu è una barca e il vento ha iniziato a spingerla”, spiega in un’intervista alla Stampa Staffan de Mistura, inviato Onu per la Siria. “L’agenda è molto ambiziosa, forse troppo, ma è giustamente voluta così per marcare che non c’è tempo da perdere. Governo inclusivo e non settario, tregua, costituzione, elezioni entro 18 mesi”. “Dobbiamo smussare gli angoli di chi pensa di essere l’unico rappresentante, da una parte o l’altra, ed escludere gli altri. Nei mesi scorsi abbiamo incontrato 320 differenti identità, o personalità, che vogliono rappresentare il mosaico siriano”. Sulla definizione di Hezbollah, Ahrar ash Sham, Nour al Din “abbiamo rimandato ad ulteriori negoziati. Ci atterremo a quanto deciso dall’Onu, individuando Isis e al Nusra come terroristi”.

La lettera dei deputati inglesi. L’uccisione delle minoranze da parte dello Stato islamico deve essere riconosciuta come genocidio. Lo sostengono 60 parlamentari britannici in una lettera al premier David Cameron, esortandolo a utilizzare la sua influenza per raggiungere un accordo con l’Onu affinché si ricorra al termine genocidio. Questo, si precisa nella lettera, come riporta la Bbc, manderebbe un messaggio che i responsabili verranno catturati, processati e puniti.

La denuncia di Human Right Watch. L’offensiva militare russa e del governo di Damasco in corso da fine settembre in Siria avrebbe “incluso un ampio uso” di bombe e altre “munizioni a grappolo” in violazione della risoluzione 2139 dell’Onu. L’ong con sede a New York precisa che gli ordigni a frammentazione “continuano a colpire civili in molte parti del paese”: dall’inizio dell’offensiva, sono state usate “in almeno 20 occasioni” in “nove località” uccidendo “almeno 35 civili, tra cui cinque donne e 17 bambini” e ferendo “decine” di altre persone. Due attacchi hanno colpito campi profughi.

Le presidenziali Usa. L’Isis nella campagna per le presidenziali negli Usa. Hillary Clinton contro Donald Tump: “Si è dimostrato finora il miglior reclutatore dell’Isis” sottolineando come lo Stato islamico ricorra a video in cui Trump insulta i musulmani per reclutare e radicalizzare più jihadisti. E ancora: “È un maestro in buffonate e bigottismo”. E il candidato repubblicano, che nel corso dei precedenti dibattiti democratici aveva commentato in diretta via Twitter, sceglie pure lui la tv per rispondere a Hillary: “È una bugiarda. Si è inventata la storia dei video dell’Isis”.

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