Verso un’alleanza russo-curda?

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Russian Foreign Minister Sergey Lavrov speaks with Co-chairman of pro-Kurdish People's Democratic Party, or HDP, Selahattin Demirtas, left, prior to a meeting in Moscow, Russia, Wednesday, Dec. 23, 2015. (AP Photo/Alexander Zemlianichenko)

Russia, il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov incontra il Presidente del Partito Popolare Democratico del Popolo, o HDP, Selahattin Demirtas, a Mosca (AP/Alexander Zemlianichenko)

Nelle sabbie mobili mediorientali, mancava solo un’alleanza tra Russi e Curdi. La mossa del leader del partito pro-curdo turco, Selahattin Demirtas, con la sua visita a Mosca contribuisce ad alimentare la tensione tra Russi e Turchi. Ricevuto da Lavrov, Demitras ha scatenato la rabbia di Ankara che ha interpretato il viaggio come l’ennesima conferma della malafede del leader curdo che “non perde occasione per collaborare con i nemici della Turchia”, come ha dichiarato il premier turco Davutoglu.

I turchi comunque si fidano delle loro alleanze. La decisione della Nato il 18 dicembre porterà a breve un completo “pacchetto di difesa aerea” che includerà sistemi AWACS, caccia armati, missili Patriot e un rafforzamento della presenza navale. Chi ha detto che la guerra fredda è finita?

Siria. È di almeno 11 morti il bilancio dell’attentato kamikaze compiuto da tre militanti dell’Isis contro l’esercito di Assad in Siria. L’attentato è avvenuto nella zona di Deir Ezzor, nell’est del Paese, dove sono localizzati alcuni importanti giacimenti petroliferi, molti dei quali in mano dell’autoproclamato Stato islamico.

Turchia. Un’esplosione nell’aeroporto Sabiha Gokcen di Istanbul ha provocato un morto e un ferito. L’incidente, le cui cause non sono ancora state accertate, è avvenuto alle due di notte, quando nessun passeggero era nella zona. Le due vittime sono addette alle pulizie che stavano lavorando.

Libia. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità la risoluzione sul futuro politico della Libia. Il testo dà legittimità all’Accordo Politico firmato il 17 dicembre in Marocco e 30 giorni di tempo per la formazione di un governo di unità nazionale con Tripoli capitale.

Iraq. Rallenta l’offensiva delle truppe irachene per riconquistare Ramadi, capoluogo della provincia di Al Anbar caduta in maggio scorso nelle mani dell’Isis. Dopo la fulminea avanzata da più direttrici, che aveva portato le forze di Baghdad a strappare oltre il 50 per cento della città all’Isis, i soldati sembrano più impegnati a consolidare le loro posizioni.

Usa. Gli Usa non nascondono la loro impazienza per la lentezza con cui, dall’inizio di novembre, procede la campagna delle forze irachene di riconquista della città. Ma fonti militari di Baghdad tengono a far notare che negli ultimi giorni la Coalizione internazionale sotto la guida americana sta fornendo una copertura aerea più efficace.

Arabia Saudita: Il re saudita Salman ha accusato il presidente siriano Bashar al Assad di aver favorito l’ascesa del gruppo jihadista Daesh in Siria. Tuttavia, ha chiesto una soluzione politica del conflitto con la partecipazione “delle forze dell’opposizione moderata.”

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