L’importanza di riprendere Ramadi

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La bandiera irachena sventola nel centro di Ramadi

La bandiera irachena è tornata a sventolare nel centro di Ramadi, ma gli scontri continuano e i miliziani dell’Isis controllano ancora il trenta per cento della città. Ora Baghdad punta a riconquistare Hit, Falluja e Mosul. Per il premier Al Abadi il 2016 “sarà l’anno della sconfitta definitiva dell’Isis”. La “coalizione islamica” al centro dei colloqui tra il presidente turco Erdogan e il re dell’Arabia Saudita. Gli Usa accusano la Russia: un errore il raid che ha ucciso il capo dei ribelli siriani Zahran Alloush. L’arco del tempio di Bel a Palmira “sorgerà” a Trafalgar Square

 

 

Iraq, Ramadi. La bandiera irachena è tornata a sventolare sul compound governativo nel centro di Ramadi – dal maggio scorso nelle mani dell’Isis – riconquistato nelle ultime ore dalle forze di Baghdad. Ma i miliziani dell’Isis rimangono trincerati in vaste aree della città dove continuano intensi i combattimenti. Gli jihadisti controllano ancora infatti il 30 per cento della città. Ora Baghdad punta a riconquistare Hit, sempre nella provincia dell’Anbar, Falluja. Per il premier Al Abadi il 2016 “sarà l’anno della sconfitta definitiva dell’Isis”.

Riprendere Ramadi ha un’importanza strategica, scrive il New York Times, perché la città, a 60 miglia da Baghdad, è la capitale della provincia di Al Anbar, roccaforte sunnita, e permette al governo iracheno di tagliare le linee di rifornimento a Falluja, ancora più vicina a Baghdad, indebolendo così le riserve del sedicente Stato islamico in quella città. Sarà difficile invece riconquistare Mosul, la seconda più grande città del Paese, che gli jihadisti assediano dal giugno 2014.

Mappa di Ramadi, Institute for the study of war

Turchia. Visita di due giorni in Arabia Saudita per il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Erdogan, riferiscono i media turchi, sarà oggi e domani nel regno, dove sarà ricevuto da re Salman, dopo che nei giorni scorsi la Turchia ha annunciato la partecipazione alla “coalizione militare islamica” la cui formazione è stata annunciata da Riad a metà mese. Al centro dei colloqui ci saranno quindi la Siria, la lotta al terrorismo la situazione nella regione, con l’attenzione rivolta in particolare a Iraq e Yemen, e probabilmente anche le tensioni tra Ankara e Mosca dopo l’abbattimento da parte delle forze turche di un jet russo sul confine con la Siria.

Giornalista siriano ucciso. Naji Jerf, giornalista siriano, voce critica del governo di Assad e anche dell’Isis, è stato ucciso con un colpo alla testa domenica 27 dicembre. Lo riporta oggi il quotidiano francese Le monde, sottolineando che il fatto sarebbe avvenuto a Gaziantep, nel sud est della Turchia. Secondo i media turchi, Naji Jerf, 38 anni, stava realizzando un documentario sui massacri commessi degli jihadisti e sugli abusi commessi a Rakka, autoproclamata capitale dell’Isis. “Era atteso a Parigi in settimana, dove avrebbe ricevuto asilo politico insieme alla famiglia” ha detto un amico di Naji Jerf.

Sbagliato uccidere Alloush. Il raid aereo russo che la scorsa settimana ha ucciso il capo dei ribelli siriani Zahran Alloush, comandante della rivolta dei ribelli nelle periferie di Damasco e bestia nera dell’opposizione laica, è stato un messaggio errato ai gruppi di opposizione siriana impegnati negli sforzi per mettere fine al conflitto. È il commento del Dipartimento di Stato Usa. Alloush era a capo del gruppo Jaysh al Islam, presente alla riunione che a Riad, in Arabia Saudita, ha scelto i gruppi dell’opposizione che parteciperanno ai colloqui con il regime di Damasco, fa notare un portavoce, secondo il quale “il raid su Alloush e altri gruppi di opposizione di fatto complicano gli sforzi diplomatici per un cessate il fuoco e per i negoziati politici”.

L’arco del tempio di Bel a Palmira, in Siria, che per ora ha resistito alla furia iconoclasta dell’Isis, “sorgerà” a Trafalgar Square. Secondo il Times di Londra, una copia della struttura risalente a duemila anni fa verrà ricostruita con la più grande stamp
ante 3D al mondo in un progetto internazionale finanziato dall’Institute for Digital Archaeology, che riunisce archeologi e studiosi delle università di Oxford e Harvard. La struttura di 15 metri verrà realizzata in diverse componenti a Shanghai e “ultimata in Italia”, si limita a prevedere il Times precisando però che sorgerà vicino alla colonna di Nelson nella celebre piazza londinese durante la World Heritage Week ad aprile.

Arco del tempio di Bel, Palmira. Ricostruzione

 

 

 

 

 

 

 

 

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