La soluzione cinese per la Siria

Wang Yi

Il governo cinese si è offerto di ospitare rappresentanti del governo siriano e dell’opposizione per cercare una “soluzione politica” al conflitto . L’inviato Onu de Mistura spiega la road map Onu per Damasco “governo inclusivo, tregua, costituzione, elezioni entro 18 mesi”. Il ministro della difesa francese oggi è a Mosca per discutere delle operazioni in Siria, mentre Human Right Watch denuncia l’uso di bombe a grappolo da parte russa e siriana contro i ribelli. Deputati britannici chiedono che l’uccisione delle minoranze venga considerata genocidio. L’Isis nella campagna per le presidenziali Usa.

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Il destino di Assad?

AssadLa risoluzione Onu sulla Siria non chiarisce il destino del presidente Bashar Al Assad. Aspetto questo che spinge il capo della coalizione nazionale (uno dei principali cartelli dell’opposizione siriana) Khaled Khoja a definire il documento irrealistico. Su Assad “le posizioni sono diverse” afferma l’Alto rappresentante Mogherini. Intanto la Turchia continua a muovere forze militari nella provincia di Ninive, nell’Iraq settentrionale.

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Siria, via libera alla risoluzione per l’inizio dei negoziati di pace

U.N. Special Envoy for Syria Staffan de Mistura, right, shows a copy of a Security Council resolution concerning Syria, during a press conference with Russian Foreign Minister Sergey Lavrov, left, and U.S. Secretary of State John Kerry, center, Friday, Dec. 18, 2015 at U.N. headquarters. The resolution was approved on vote during a meeting in the U.N. Security Council of foreign ministers. (AP Photo/Bebeto Matthews)

Dopo quasi cinque anni di guerra civile in Siria, per la prima volta l’Onu ha approvato all’unanimità una risoluzione sul cessate il fuoco e sull’avvio di un processo di pace. Un successo del segretario di Stato Kerry, ma la strada per attuare l’accordo raggiunto sulla carta è ancora in salita e sul futuro di Assad restano le divergenze tra Occidente e Russia. Resta aperto anche l’interrogativo su se e quali gruppi di ribelli prenderanno parte ai colloqui il mese prossimo, senza avere la garanzia dell’uscita di Assad, e su quali debbano essere considerati terroristici e quindi esclusi dalle trattative, tema su cui insiste Mosca

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Il conflitto siriano: tra minacce e piccoli passi diplomatici

putin1Una cosa è certa. Nello scacchiere siriano tutto è possibile. La guerra continua anche se in pochi capiscono i veri obiettivi. Quello che è iniziato come uno scontro interno, una ribellione contro un regime dittatoriale, è diventato in poco tempo un conflitto internazionale di grande complessità difficile da decifrare. Solo così si possono capire i cambiamenti di alleanze, di posizioni e le dichiarazioni che arrivano ogni giorno sulla Siria. Il presidente russo conferma tutto ciò con le sue parole di ieri nella conferenza stampa di fine anno.

Davanti a 1400 giornalisti provenienti da tutte le testate del mondo, Putin ha teso la mano agli Stati Uniti per arrivare a un accordo che può non piacere al regime di Damasco, ha accusato duramente la Turchia ancora una volta per aver compiuto deliberatamente «un atto ostile» abbattendo il jet russo e ha chiuso minacciando i turchi: «Provino a volare sulla Siria adesso!». Una perfetta sintesi di quello che è oggi il conflitto siriano.

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Bruxelles, blitz vietati tra le 23 e le 5. Così Salah è riuscito a fuggire

Mentre in Marocco è il giorno della firma dell’intesa per un governo d’unità in Libia, dal Belgio arriva una notizia clamorosa: Salah Abdeslam, il terrorista protagonista degli attentati a Parigi del 13 novembre, ha evitato la cattura per una singolare legge in vigore in Belgio. “Non siamo riusciti ad arrestarlo anche perché il codice penale vieta le perquisizioni notturne”, ha detto il ministro della Giustizia belga. Intanto nel Mediterraneo continua la strage dei migranti: ieri al largo delle coste turche e greche recuperati i corpi di altri 6 bambini annegati

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Mosul, l’Italia manda 450 uomini a difesa della più importante diga dell’Iraq

Renzi annuncia l’invio di un contingente militare, insieme agli Usa, per proteggere i lavori sull’importante infrastruttura che si trova in una zona contesa dai jihadisti. L’appalto per i lavori di messa in sicurezza della diga alla ditta italiana Trevi. Intanto l’Arabia Saudita lancia la coalizione islamica anti-Isis cui aderiscono 33 Paesi: non c’è l’Iran, ma lo Yemen. Il presidente russo e il segretario di Stato Usa: “Insieme possiamo fare la differenza”.

 

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Kerry a Mosca. Usa e Russia cercano un terreno comune in Siria

E’ in forse la conferenza di New York, la terza sul futuro della Siria. Dovrebbe tenersi venerdì ma le divisioni tra le grandi potenze non fanno ben sperare. Il segretario di stato Kerry è a Mosca per trovare un accordo almeno parziale con Putin che gli consenta di mettere qualcosa di concreto sul tavolo. E sul tavolo dell’Europa oggi c’è la proposta bomba di creare una polizia di frontiera e un corpo di guardia costiera unico per l’area di Schengen. Se venisse approvata sarebbe una cessione di sovranità di portata immensa.   L’Isis intanto continua a dimostrare una eccellente capacità organizzativa e si procura enormi finanziamenti con meccanismi che vanno dall’estorsione, come le moderne mafie, alla zakat la “decima” islamica, che risale al medioevo, dal saccheggio alla vendita a prezzi agevolati dei beni frutto di scorrerie. Continua a leggere

Bombe a est di Damasco, mentre Ankara ritira le truppe da Mosul

Mideast SyriaAlmeno 45 civili, tra cui 10 bambini e quattro donne, sono morti nel bombardamento dei bastioni dei ribelli attorno a Damasco. E mentre è attesa per mercoledì, dopo la Conferenza di Roma, la firma dell’accordo per il governo di unità nazionale in Libia, l’inviato Onu Kobkler cerca di allargare il consenso. Siria, Mosca avverte: no a negoziati con le opposizioni legate a Riad. La Turchia ritira parte delle truppe stanziate a Mosul, mentre resta alta la tensione tra Mosca e Ankara. Un deputato turco accusa il governo del suo Paese di aver fornito all’Isis il materiale per produrre il sarin. Al Pentagono Obama presiede oggi la riunione del Consiglio di sicurezza nazionale per contrastare l’Isis

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Stabilizzare la Libia per fermare l’avanzata dell’Isis

LibiaDiplomazia al lavoro a Roma per trovare un accordo sulla Libia che dia impulso alla nascita di un governo di unità nazionale che faccia fronte all’avanzata dell’Isis. I ministri degli Esteri guardano al 16 dicembre, quando è prevista la firma dell’accordo tra i governi di Tripoli e Tobruk. Intanto in Siria e Iraq continuano i raid della coalizione anti Isis, anche se fonti francesi ammettono le difficoltà di colpire Raqqa, roccaforte dei jihadisti.  I rifugiati yazidi ritornano lentamente a Sinjar, la città irachena riconquistata a metà novembre. In Europa resta alta l’allerta terrorismo. “Ci saranno altri arresti” ha detto il procuratore di Ginevra, dove ieri sono stati arrestati due siriani.

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Libia verso l’accordo tra i parlamenti di Tobruk e Tripoli, ma intanto i jihadisti prendono Sabrata

LE BANDIERE NERE DELL'ISIS A SABRATA, ALLARME IN LIBIA LE MERAVIGLIE UNESCO

In Libia, dove secondo alcune informazioni si troverebbe il Califfo al-Baghdadi e dove i jihadisti hanno preso l’antica città di Sabrata, si lavora per un accordo che riunisca le due principali fazioni in lotta, accordo che dovrebbe essere siglato già il prossimo 16 dicembre. Nelle stesse ore il ministro degli esteri russo Lavrov ha incontrato a Roma il suo omologo italiano Gentiloni promettendo: “Insieme all’Italia per intensificare gli sforzi contro l’Isis”. Intanto il governo iracheno ha portato la questione dei militari turchi presenti sul suo territorio al Palazzo di Vetro chiedendo l’intervento delle Nazioni Unite.

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