Ginevra: negoziato impossibile per la pace in Siria

GettyImagesLa Turchia vuole escludere I curdi del Rojava. L’Alto comitato per i negoziati, scaturito dalla conferenza di Riyad, pone nuove condizioni per iniziare la trattativa. Russi e americani hanno interessi contrapposti e l’Europa resta a guardare. In questo scenario la Turchia accusa la Russia di aver violato lo spazio aereo turco sul confine siriano. In Iraq, le forze armate irachene annunciano l’intenzione di riprendere la città di Falluja, occupata dall’Isis Continua a leggere

Siria, partenza a singhiozzo dei negoziati di ginevra

Switzerland Syria Talks

Continuano i negoziati per una soluzione politica della crisi siriana che hanno preso il via ieri a Ginevra. L’alto comitato per i negoziati, scaturito dalla conferenza di Riyad, ha annunciato che parteciperà ai colloqui con il regime di Damasco sotto la mediazione dell’Onu. Intanto il Pentagono cerca di ottenere un maggiore impegno in Siria da parte dei partner europei, Italia inclusa. L’Olanda risponde annunciando la sua partecipazione agli attacchi aerei contro l’Isis in Siria ed Iraq. Secondo Medici senza frontiere in Siria si continua a morire di fame nelle città assediate dall’esrcito di Assad. Nello Yemen l’Isis rivendica un attentato ad Aden. Gli Emirati Arabi Uniti consegnano all’India tre militanti dell’Isis

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Ginevra. Colloqui di pace senza i ribelli?

Switzerland Syria TalksCi saranno i rappresentanti del presidente Assad e qualche figura indipendente dell’opposizione ma rifiuta di partecipare all’incontro la principale organizzazione di opposizione, l’Alto Consiglio per i Negoziati, che si è formato a Ryad nel dicembre scorso e che raccoglie un centinaio di milizie, fazioni, movimenti di confessione sunnita che si battono contro Damasco. “Non entreremo nella sala del negoziato se prima non verranno soddisfatte le nostre richieste umanitarie”, dicono, facendo riferimento alle città ancora assediate in Siria, circa 18 secondo le Nazioni Unite, ai circa 500mila civili a rischio morte per fame, ma soprattutto al fatto che le forze armate regolari, appoggiate dagli ausiliari Hezbollah e dai raid aerei russi, continuano a guadagnare terreno ed ogni giorno che passa acquistano potere negoziale. Che senso ha, per l’opposizione, sedersi al tavolo di una trattativa lunga e complessa – potrebbe durare sei mesi, secondo il responsabile ONU Staffan De Mistura – mentre Assad li sta sbaragliando sul campo ed ha evidentemente tutto l’interesse a guadagnare tempo? Avrebbe senso soltanto se potessero prima ottenere, almeno, un cessate il fuoco, cosa che né Damasco né Mosca sono intenzionate a concedere.

L’imbarazzo è forte soprattutto per gli Stati Uniti. La riunione di Ginevra è stata fortemente voluta dal segretario di stato John Kerry che fino all’ultimo ha fatto pressione sul gruppo di Ryad perché accettasse la convocazione di De Mistura. Il timore degli americani è che alla fine l’opposizione sunnita sia completamente tagliata fuori dal futuro politico della Siria. “Se non venite ora diverrete sempre più irrilevanti” aveva detto loro Kerry. Fin dall’inizio la posizione americana è stata indebolita dalla mancanza di una milizia alleata affidabile, e cioè non compromessa con i jihadisti, sul terreno, fatta eccezione per i Curdi i quali però non intendono combattere al di fuori delle zone del loro ancestrale radicamento.Dopo gli attentati di Parigi non è più possibile alcuna ambiguità nei confronti del terrorismo.

Questo significa che il tentativo di Ginevra è inutile? Non è detto. Staffan De Mistura ha dichiarato che il primo tema all’ordine del giorno sarà la ricerca di un patto per il cessate il fuoco e per la protezione dei civili: la prima richiesta dell’alto Consiglio per i Negoziati. Nel frattempo qualche figura indipendente può ben esercitare un ruolo di liason informale tra i rappresentanti di Assad e quelli del gruppo di Ryad.

 

MSF: in Siria serve un accordo per la protezione dei civili

A Syrian boy walks with his bicycle past destroyed buildings in the rebel-held town of Douma, on the eastern edges of the capital Damascus, on January 24, 2016. / AFP / AMER ALMOHIBANY (Photo credit should read AMER ALMOHIBANY/AFP/Getty Images)

Un ragazzo siriano cammina con la sua bicicletta tra gli edifici distrutti di Douma, la città alla periferia est di Damasco. 24 gennaio 2016. AMER ALMOHIBANY/AFP/Getty Images)

Alla vigilia dell’apertura dei colloqui di pace tra le fazioni in guerra in Siria, che dovrebbero aprirsi domani a Ginevra, MSF lancia un appello: occorre trasformare i negoziati intersiriani  in un trampolino per la pace e la protezione dei civili. Sul piano dei rapporti di forza, infatti, il tempo gioca a favore di Bashar Assad, la partecipazione di Damasco ai colloqui non è che una facciata in attesa che la paura dell’Isis e dell’afflusso di rifugiati finiscano di consumare quel che resta della determinazione politica dei governi che chiedono la sua uscita di scena. Questo rende molto difficile coinvolgere le opposizioni in un dialogo vero.  Continua a leggere

Appuntamento al buio a Ginevra

GettyImages-506696262 (1)E’ una strana danza, scrive il New York Times, quella che la comunità internazionale si appresta a celebrare a Ginevra. Nessuno sa chi sono i convitati al tavolo di pace per la Siria, e neppure se siederanno insieme o in stanze separate. L’opposizione ad Assad teme che le sarà servita “una coppa di veleno” in nome della stabilità futura dell’area e si sente tradita dagli Stati Uniti che non chiedono più che Assad si faccia da parte Continua a leggere

Nasce il centro antiterrorismo europeo


“I colloqui di Ginevra sulla Siria dovrebbero iniziare entro la settimana”, dice l’inviato Onu Staffan De Mistura, ma si fa sempre più complesso riunire attorno allo stesso tavolo le forze leali ad Assad, che sta avanzando sul terreno e i suoi rivali che appaiono in crescente difficoltà. I ribelli chiedono prima la cessazione delle ostilità e poi l’inizio dei colloqui ma questo non è nell’interesse di Damasco. Intanto in Europa nasce un nuovo organismo di coordinamento dei servizi segreti che avrà il compito di prevenire attacchi alla popolazione civile. “Il rischio è molto alto”, dicono i funzionari europol.  Dagli archivi emerge un identikit del foreign fighter europeo: la grande maggioranza sono pregiudicati con  altissima incidenza di malattie mentali.  Continua a leggere

L’Iran di Rohani si rilancia in Europa. Italia in “pole position”

ROHANI DA MATTARELLA E RENZI, POI DA PAPA FRANCESCOPrima tappa europea a Roma per il presidente iraniano Hasan Rohani. In valigia anche l’agenda anti-Isis. L’Iran torna ad avere mano libera per aspirare al ruolo di superpotenza regionale mentre, con la fine delle sanzioni, tutti i paesi europei sono ai blocchi di partenza per fare affari con Teheran. Dal canto suo l’Unione europea lavora ad un patto tra i servizi segreti per fermare l’Isis. Nel vertice ad Amsterdam dei ministri dell’interno europei proposto un “Coordinamento fra servizi segreti”. Contro l’Isis si muovono anche Russia e Stati uniti. In una telefonata tra il ministro degli esteri Lavrov e il segretario di stato Kerry discusse le basi di un accordo sulla Siria. Intanto l’Isis progetta di contaminare le risorse idriche con la “tularemia”, una tossina ricavata dai roditori e si scopre che lo Stato islamico ricava 150 milioni di dollari l’anno dal contrabbando di petrolio verso la Turchia

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Gli Stati Uniti sono pronti a una soluzione militare in Siria


Ahmet Davutoglu, Joe Biden
Continua la partita di scacchi in Medio Oriente. Mentre tutti parlano della tavola di pace sulla Siria e la possibilità che abbia luogo entro la fine del mese, arrivano le parole del vice presidente americano Joe Biden il quale conferma che “Gli Stati Uniti sono pronti a una soluzione militare in Siria”. Parole che hanno provocato una forte reazione russa.

Biden, da Istanbul, ha anche messo allo stesso livello i curdi del PKK e i jihadisti dell’Isis: “Non vediamo la differenza tra Daesh (Isis), il fronte Nusra, il Pkk e il Pyd, noi non la vediamo”, ha sottolineato Biden mettendo in pericolo così tutto il processo di pace. La Casa Bianca, per non chiudere le porte all’interlocutore russo, si è sbrigata a spiegare che non c‘è alcun cambiamento nel dossier Siria.

Da aspettarsi anche una reazione russa alla notizia data da France Presse che svela come forze speciali ed esperti Usa stanno creando una base aerea nel nordest della Siria, nell’ambito della lotta contro i jihadisti dell’Isis. Sono già in corso alcune operazioni per ampliare un aeroporto a Rmeilan, nella provincia di Hasakah, che prima della guerra era usato da velivoli agricoli. Una mossa che complicherà ancora di più una situazione già complessa in sé, per i tanti interessi in gioco, divergenti tra di loro. La Russia e gli Stati Uniti che stanno mediando, teoricamente, per organizzare la tavola di pace, non fanno altro che difendere i propri interessi, partecipando direttamente alla partita.

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Slitta la data per la tavola di pace sulla Siria

E’ questione di priorità. Per Moshe Ya’alon, ministro della difesa di Israele, il pericolo iraniano supera quello dell’Isis. Parlando presso l’Istituto per gli studi sulla sicurezza nazionale(INSS) a Tel Aviv, Ya’alon ha confermato che se dovesse scegliere tra l’Iran e l’ISIS – “Preferisco l’ISIS”. Scelte che spiegano meglio i giochi strategici nella zona mediorientale. Se il ministro della difesa di uno stato importante nell’area offre questa lettura della situazione, bisogna aspettarsi altre tensioni, soprattutto per il rapporto speciale che unisce la Repubblica Islamica e Hezbollah.

Tutto indica, intanto, che la data del 25 gennaio per i colloqui di Pace sulla Siria a Ginevra, slitterà al 27 dello stesso mese o oltre. Difficile arrivare a un accordo sulle delegazioni che devono rappresentare l’opposizione. La data sarà determinata dalle Nazioni Unite e dal loro inviato speciale per la Siria, Staffan De Mistura.

Anche se la data sarà decisa nelle prossime ore e questo in sé già un passo in avanti, non bisogna dimenticare che le controversie del conflitto siriano, che dura da più di cinque anni, sono enormi, soprattutto per quanto riguarda il futuro del presidente siriano Bashar al Assad e le tensioni tra l’Arabia Saudita e l’Iran.

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Ginevra si avvicina. Arabia e Turchia provano ad alzare il prezzo

davutogluSe americani e russi insistono che la data del tavolo di pace sulla Siria è il 25 di questo mese, allora non ci sono dubbi. Anzi, il segretario di Stato americano John Kerry ed il suo omologo russo Sergei Lavrov si dicono certi che la data del 25 gennaio sarà rispettata. E se loro lo dicono, sanno perché. Le notizie che arrivano dalla regione invece sono poco incoraggianti. Dopo le minacce del consiglio dell’opposizione siriana, sostenuto dall’Arabia Saudita, di non partecipare alla trattativa, arrivano le accuse turche ai russi di mettere a rischio i colloqui di pace sulla Siria, insistendo nel voler invitare al tavolo anche gruppi combattenti che il governo di Ankara definisce terroristi. Il premier turco Ahmet Davutoglu si riferiva al Ypg, una milizia armata curda, che i russi vogliono al tavolo di Ginevra. Più si avvicina la data più escono voci contrarie ai negoziati di pace. Probabilmente è il modo in cui opposizione, Arabia Saudita e Turchia alzano il prezzo delle loro rivendicazioni. Hanno già capito che a Ginevra saranno in posizione di debolezza.

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