Il 2016, l’Isis e la minaccia del jihadismo globale

RIsisispetto ad un anno fa il territorio dello Stato Islamico si è ridotto del 14 per cento e si estende ora su 78 mila chilometri. In Siria, le forze della coalizione curdo- araba sono ad una ventina di km da Raqqa, quartier generale dei jihadisti e anche in Iraq prevale un certo ottimismo (anche se ieri i jihadisti hanno attaccato una basa a Ramadi). Ma smantellare il califfato in Siria e Iraq potrebbe tradursi in un inasprimento del terrorismo jihadista a livello internazionale e spingere l’Isis a ripiegare su un modello più tradizionale, simile a quello di Al Qaeda. Intanto dopo 25 anni l’Arabia Saudita riapre l’ambasciata a Baghdad. Segno di distensione che apre la strada ad una maggiore cooperazione nella lotta all’Isis.

Il territorio dell’Isis. ll 2015 ha visto il rafforzamento della coalizione anti-jihadista e la riconquista di parte del territorio che era finito sotto il controllo del sedicente Stato Islamico.  Il quotidiano Le monde in edicola oggi riporta che l’area sotto il controllo di al Baghdadi si sarebbe ridotto in un anno del 14 per cento e si estenderebbe ora su di un’area – non omogenea – di 78 mila chilometri, il corrispettivo della Repubblica Ceca. In Siria, le forze della coalizione curdo- araba sono arrivate a soli venti di km da Raqqa, il quartier generale dei jihadisti e anche in Iraq prevale un certo ottimismo. Dopo aver ripreso Ramadi le forze di Baghdad puntano ora a Mosul, altra roccaforte degli uomini di al- Baghdadi. Ma smantellare il califfato in Siria e Iraq potrebbe tradursi in un’inasprimento del terrorismo jihadista a livello internazionale e spingere l’Isis a ripiegare su un modello più tradizionale, simile a quello di Al Qaeda.

Iraq. Secondo quanto riporta la Bbc, l’Isis avrebbe attaccato una base dell’esercito iracheno vicino alla città di Ramadi, che nei giorni scorsi è stata riconquistata dalle truppe governative. Un portavoce militare avrebbe raccontato che l’attacco sarebbe stato condotto anche con autobomba e combattenti con cinture esplosive.

Arabia Saudita. Dopo 25 anni, Riyad ha riaperto la propria ambasciata a Baghdad aprendo la strada a una maggiore cooperazione con l’Iraq nella lotta al terrorismo. L’ambasciata era stata chiusa nel 1990, dopo l’invasione irachena del Kuwait. Su un altro fronte però si registrano tensioni e ed è quello con l’Iran dopo l’esecuzione in Arabia Saudita di uno dei principali leader sciiti nel Paese. Si tratta di Nimr al-Nimr. Era stato arrestato nel luglio 2012 e condannato a morte l’anno scorso per sedizione. Nimr al-Nimr ha guidato le principali proteste sciite nella parte orientale del paese ed era noto per le sue posizioni critiche verso il governo saudita. Insieme a lui Ryad ha giustiziato altre 46 persone con l’accusa di “terrorismo”. Erano state condannate per aver progettato e compiuto attacchi terroristici contro civili.

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