Nel 2015 l’Isis ha perso il 30% del suo territorio

Belgium searching for two new suspects linked to Paris attacksMentre gli inquirenti belgi ritengono di aver identificato i due uomini che da Bruxelles coordinarono gli attacchi di Parigi, la coalizione a guida americana fa sapere che nell’ultimo anno l’Isis ha perso circa il 30% del territorio che controllava tra Siria ed Iraq. In Europa intanto, sotto la pressione delle centinaia di migliaia di profughi che stanno cercando di raggiungere il Vecchio Continente, scricchiola l’accordo di Schengen e con questo la libera circolazione dei cittadini all’interno dell’Unione. A Bruxelles è in programma oggi un vertice dopo che Svezia e Danimarca, ultime in ordine di tempo, hanno deciso di reintrodurre i controlli alla frontiera. Non scema, infine, la tensione tra Iran ed Arabia Saudita scatenata dall’esecuzione dello sceicco sciita Nimr al Nimr con Teheran che ha vietato i pellegrinaggi a La Mecca.

Usa: Il 2015 è stato un anno all’insegna della contrazione per lo Stato islamico, almeno a guardare il territorio sotto il controllo di Abu Bakr Al Baghdadi. L’estensione del Califfato è infatti diminuita del 20% in Siria e di ben il 40% in Iraq, grazie alla controffensiva delle forze internazionali impegnate in raid aerei, addestramento e supporto delle forze di terra. E’ quanto rende noto la Coalizione a guida americana: “Mettendo insieme Iraq e Siria possiamo dire con una certa sicurezza che lo stato islamico ha perso il 30% di territori negli ultimi dodici mesi”.

Belgio: La foto è certamente vera come le carte di identità sono certamente false. Gli inquirenti belgi ritengono di aver identificato due uomini che la sera del 13 novembre scorso sono stati a lungo in contatto da Bruxelles – in prevalenza via sms – con gli autori degli attentati parigini. I nomi che risultano, Samir Bouzid e Soufiane Kayal, non sono ritenuti attendibili. Le informazioni disponibili, secondo quanto riferisce il quotidiano La Libre, fanno pensare che si tratti di due fra i coordinatori delle stragi che hanno portato alla morte di 130 persone e al ferimento di altre 350. A quanto si apprende, il più anziano era stato segnalato il 9 settembre scorso al confine tra Austria ed Ungheria in compagnia del super-ricercato Salah Abdeslam. Da Budapest, i due uomini sembrano aver giocato un ruolo centrale nel preparare gli attacchi ordinati da Daesh prima di trasferirsi nella città belga.

Belgio/2: Dopo la decisione di Svezia e Danimarca di reintrodurre i controlli alle loro frontiere, i rappresentanti dei due governi scandinavi, insieme al loro omologo tedesco, sono stati convocati a Bruxelles dal commissario Avramopoulos. Berlino è stata convocata in quanto la decisione di Stoccolma e Copenhagen si ripercuote direttamente sulla Germania. Decisione che è, tra l’altro, assolutamente legale e legittima se presa per ragioni di sicurezza e per 60 giorni. Ma decisione che mostra una volta di più l’inefficacia, se non la totale inesistenza, di una politica comune dell’Europa sul delicatissimo tema immigrazione. Una mancanza di unità che rischia di mettere in crisi uno dei capisaldi dell’Unione Europea, e cioè l’accordo di Schengen e la libera circolazione dei cittadini.

Iran: Le autorità iraniane hanno deciso di sospendere il pellegrinaggio minore o ‘Umra’ finché Riad non garantirà migliori condizioni di sicurezza rispetto al tragico incidente del settembre scorso alla Mecca, quando in una calca incontrollata morirono migliaia di pellegrini. La motivazione “ufficiale” dello stop è stata data dal portavoce del governo Mohammad Bagher Nobakht. Ma l’annuncio arriva in un momento delicato, segnato dal riacutizzarsi delle tensioni tra Arabia Saudita e Iran, dopo l’assalto all’ambasciata saudita a Teheran seguita all’esecuzione dello sceicco sciita Al Nimr da parte del governo di Riad e alla rottura delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

Afghanistan: Un soldato americano è stato ucciso e due sono rimasti feriti  nel corso di un’operazione segreta antiterrorismo nella provincia di Helmand nel sud dell’Afghanistan. Lo hanno riferito fonti Usa spiegando che i militari statunitensi sarebbero stati vittime di un doppio incidente occorso durante l’operazione.  Le forze speciali Usa, affiancate da un commando di militari afghani, sarebbero state vittime, a quanto sembra, di un’imboscata da parte dei talebani.

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