Egitto, l’ombra del Daesh dietro l’attacco

Spread the love

A member of the Egyptian security stands guard in front of the entrance to Bella Vista Hotel in Red Sea resort of HurghadaCosa c’è dietro l’assalto al resort di Hurghada? Criminali o jihadisti? Quello di ieri è solo l’ultimo di una lunga serie di attentati in una zona, quella del Mar Rosso, segnata da una forte instabilità politica, dove si consuma lo scontro sociale tra i beduini locali, esclusi dai vantaggi portati dal turismo, e il governo centrale, e dove si rafforza l’organizzazione Ansar Bayt al Maqdis, che ha giurato fedeltà al Califfo, e ha rivendicato l’attentato di turisti israeliani al Cairo come risposta all’appello di “uccidere gli ebrei”

 

Egitto. Dalla destituzione di Mohammed Morsi la zona del Mar Rosso è segnata da una forte instabilità politica. E all’indomani dell’attentato al resort di Hurghada, sul Mar Rosso, che ha portato all’uccisione di uno degli uomini del commando, al ferimento dell’altro e di tre turisti stranieri, gli analisti si interrogano su cosa ci sia dietro l’attacco, se criminali comuni, come sostiene il governo che parla di tentata rapina, o lupi solitari, terroristi che emulano le strategie dell’Isis, secondo la versione dei media locali e internazionali. Se l’Egitto parla di “armi bianche”, al Arabiya sostiene infatti che uno degli assalitori indossasse un cintura esplosiva, e la BBc in arabo cita testimoni secondo i quali il commando inneggiava ad Allahu Akbar e  aveva la bandiera nera del Califfato.

Belgio. Spunta un video che mostra Abaaoud nella metro di Parigi la notte degli attentati di novembre, registrato dalle telecamere dei trasporti circa 30 minuti la sparatoria sulle terrazze parigine. Il terrorista belga era diretto ad Aubervilliers, dove si è nascosto per quattro giorni e tre notti. Accanto a lui un uomo che la polizia sta cercando di identificare.

Libia. Il premier designato del nascente “governo di accordo nazionale” libico, Fayez Sarraj, è “sfuggito a un tentativo di assassinio” ieri “quando il convoglio di auto su cui viaggiava è finito sotto il tiro di armi da fuoco sulla via verso misurata”: lo sostiene l’agenzia egiziana Mena citando una “fonte ben informata”.

Iran-Arabia. Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha affermato che Teheran non intende esarcebare i rapporti con i suoi vicini. In una lettera inviata al segretario generale dell’Onu, Zarif invita Ryad a “fare una scelta cruciale: continuare a sostenere i terroristi estremisti e alimentare l’odio settario, oppure optare per relazioni di buon vicinato e giocare un ruolo costruttivo in favore della stabilità regionale”.

Usa. L’amministrazione Obama si prepara ad accrescere i suoi sforzi nella propaganda contro il gruppo dello Stato islamico e degli altri gruppi terroristici. Il governo creerà una nuova task force di controterrorismo, che avrà sede al dipartimento per la Sicurezza interna ma dovrebbe coinvolgere decine di agenzie federali e dei singoli Stati. Inoltre il programma prevede di far ripartire il progetto del dipartimento di Stato che mesi fa aveva creato un gruppo per combattere l’Isis sui social media.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *