Ginevra, Governo Damasco pronto a partecipare ma alle sue condizioni

Walid al-Moallem, Staffan de MisturaLa Siria è pronta a partecipare ai colloqui di pace di Ginevra, ma pone le sue condizioni: conoscere le liste dei gruppi di opposizione che siederanno al tavolo previsto per il 25 gennaio. Intanto restano accesi i toni tra Iran e Arabia Saudita, dopo che Ryad ha annunciato nuove “misure” verso Teheran, che da parte sua ha invitato il regno a “seguire la via della ragione”. E oggi i ministri degli Esteri della Lega Araba si incontreranno al Cairo per discutere della crisi diplomatica tra i due Paesi. Continua il caos in Libia, aggravato dall’attacco alla principale centrale elettrica di Bengasi, e arriva la notizia dell’uccisione in Iraq di uno dei vice di Al-Baghdadi, al-Obeidi

 

Siria. Si avvicinano i colloqui di Ginevra, previsti per la fine di gennaio, e Damasco ha annunciato che è pronto a dialogare con  l’opposizione a condizione che possa consultare le liste dei gruppi di opposizione che saranno presenti per assicurarsi che non siano rappresentati organizzazioni “terroriste”. Intanto  l’Osservatorio siriano per i diritti umani denuncia la morte di almeno 57 tra guardie, detenuti e civili, nel raid dell’aviazione russa contro un edificio utilizzato come prigione dal Fronte al Nusra, braccio siriano di Al Qaida, nel nord-ovest del Paese. Tra le vittime civili un bambino e due donne.

Arabia Saudita.  Nella capitale saudita si è svolta una riunione straordinaria dei paesi del consiglio di cooperazione del golfo, la coalizione politico-economico-militare capeggiata da Ryad che comprende, oltre al regno petrolifero, gli altri cinque stati dell’area: Kuwait, Qatar, Bahrain, Emirati e Oman. Condanna unanime è stata espressa sugli attacchi all’ambasciata saudita di Teheran e al consolato di Mashhad, definiti “atti terroristici”, “in contrasto con la politica di buon vicinato”. Una risposta alla lettera all’Onu del ministro iraniano Zarif, che aveva invitato Ryad a “seguire la via della ragione”. “La palla è nel campo iraniano – ha detto il ministro saudita Jubayr – e Teheran deve definire la natura della sua politica nei confronti dei vicini”.

Iraq. Ucciso durante un attacco delle forze aeree irachene nella città di Bharwana uno dei vice di Al-Baghdadi, Assi Ali Mohammed Nasser al-Obeidi. Lo riferisce la Cnn che cita fonti dell’esercito iracheno. Assi Ali Mohammed Nasser al-Obeidi prima di diventare un leader dello stato islamico era stato comandante di brigata delle forze speciali della guardia repubblicana di Saddam Hussein, ha detto un portavoce del comando delle operazioni congiunte iracheno, secondo cui al-Obeidi è stato anche prigioniero nelle carceri di Abu Ghraib e di Camp Bucca.

Libia. Caos nel Paese, dopo gli spari al convoglio su cui viaggiava il premier, costretto a cambiare itienerario, e il bombardamento da parte dell’Isis della principale centrale elettrica di Bengasi, che ha provocato interruzioni dell’energia elettrica in tutto l’est del Paese. Stando alle autorità locali, chi ha scatenato l’attacco aveva contatti all’interno del complesso. Le salve hanno raggiunto anche un vicino campo profughi, uccidendo una donna e ferendo altre nove persone, tra cui un bambino.

Yemen. La coalizione araba guidata dall’Arabia Saudita ha smentito di star utilizzando bombe a grappolo nei raid contro i ribelli Houthi in Yemen. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, aveva avvertito che l’eventuale utilizzo di questo tipo di armi nelle zone abitate dello Yemen sarebbe considerato un crimine di guerra.

Francia. Avrebbe fatto domanda di asilo in Germania sotto falso nome il tunisino ucciso mentre cercava di dare l’assalto ad un commissariato di Parigi nel giorno dell’anniversario di Charlie. La polizia locale ha fatto sapere che viveva “in un centro per l’accoglienza dei rifugiati” di Recklinghausen, nel Land tedesco del Nordreno-Westfalia.

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