Ginevra, Assad partecipa da una posizione di forza

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assadConfermata la data per i colloqui di pace sulla Siria: sarà il 25 gennaio a Ginevra. Il regime di Assad partecipa da una posizione di forza. Da quando sono arrivati gli alleati russi in aiuto tutto è andato liscio per Damasco. Il regime si sente forte e accetta di sedersi alla tavola dei negoziati con un’opposizione frammentata e distrutta. Non solo, il ministro degli esteri al-Mouallam chiede persino un’opposizione di suo gradimento per continuare il dialogo. Non poteva andare meglio per Assad. Le potenze internazionali sono disposte a chiudere un occhio e a dimenticare le responsabilità del Rais siriano in questo conflitto che ha causato più di 260 mila morti e milioni dei rifugiati. Dopo cinque anni di guerra si può dire che gli elementi che indicano la fine della partita non mancano, anche se la complessità del conflitto e il ruolo delle potenze straniere lasciano sempre spazio a sorprese dell’ultima ora

Siria. Nuovi convogli umanitari delle Nazioni Unite si recheranno oggi in tre città assediate della Siria, una delle quali è Madaya, dove gli abitanti stanno soffrendo la fame. Lo ha indicato una responsabile dell’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) dell’Onu, Linda Tom. I convogli con cibo si recheranno, oltre che a Madaya, anche nelle località di Fua e Kafraya, circondate dai ribelli nella provincia d’Idlib, a nordovest della Siria.

Iran. L’implementation day dello storico accordo sul nucleare giungerà “entro sabato o domenica”. Parole del viceministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi, citato dalla Press Tv in merito all’atteso annuncio della piena entrata in vigore dell’accordo di Vienna e della conseguente revoca delle sanzioni. Si prevede che il ministro Javad Zarif e la rappresentante Ue Federica Mogherini, ha aggiunto Araqchi, facciano una dichiarazione congiunta come già accaduto dopo l’accordo di Vienna.

Iraq. Forze speciali dagli Stati Uniti sono sbarcate in Iraq per condurre operazioni contro l’Isis.  Lo ha annunciato il segretario alla difesa Usa Ashton Carter, parlando a circa 200 soldati nella sede della 101/ma divisione. “Uccideremo o cattureremo i terroristi ovunque li troveremo”, ha detto Carter. Il Pentagono sta scommettendo sempre di più sulle operazioni di intelligence mirate, in collaborazione con le forze irachene e i peshmerga curdi, anche per aiutarli nella riconquista di roccaforti come Mosul.

Turchia. Le autorità turche hanno arrestato un sospettato e fermato 4 persone in relazione all’attacco di martedì a Istanbul. Lo ha dichiarato il premier Ahmet Davutoglu. Le autorità hanno anche fermato altre 68 persone sospettate di “legami con l’Isis”. Tra loro tre cittadini russi, come conferma la sede diplomatica di Mosca ad Antalya. Sono accusati di aver fornito supporto logistico ai jihadisti.

Arabia Saudita. La sorella del blogger saudita Raif Badawi, condannato da Riad a 10 anni di prigione e mille frustate, è stata arrestata in Arabia Saudita: la notizia arriva da Amnesty International, che definisce il fermo “un nuovo colpo allarmante ai diritti umani” nel Paese. Samar Badawi è stata fermata martedì a Gedda, insieme alla figlia di due anni, interrogata dalla polizia per quattro ore e poi trasferita nel carcere di Dhahran, riferisce l’Ong nel suo sito web.

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