L’accordo sul nucleare iraniano rafforza i nemici dell’Isis

U.S. Secretary of State John Kerry talks with Iranian Foreign Minister Mohammad Javad Zarif, right, after the International Atomic Energy Agency (IAEA) verified that Iran has met all conditions under the nuclear deal, in Vienna, Saturday Jan. 16, 2016. (Kevin Lamarque/Pool via AP)

Dopo l’annuncio dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica: “ l’Iran ha applicato tutte le misure richieste per l’entrata in vigore dell’intesa di luglio”, il paese può rientrare a pieno titolo nella comunità internazionale. Subito  iniziati lo scambio di prigionieri e la rimozione delle sanzioni economiche.  L’accordo che era stato firmato da Stati Uniti, Cina, Russia, Francia, Gran Bretagna e Germania, rinforza la posizione dell’amministrazione Obama  nella coalizione contro l’Isis e mette in difficoltà l’Arabia Saudita e Israele, storici nemici di Teheran.  L’Isis risponde in Siria e Libia con una serie di azioni militari su obbiettivi tattici. Intanto a Erbil  Qubad Talabani, vice primo ministro del Kurdistan  iracheno, lancia un allarme inquietante: “Non  si vince la guerra all’Isis senza i soldi del petrolio”.

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