Isis, il massacro di Deir Ez-zor

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FRANCE-BRITAIN-EUROPE-MIGRANTSDuecentottanta civili giustiziati, quattrocento donne e bambini sequestrati, forse per usarli come “scudi umani”. Sono questi i numeri del massacro dell’Isis a Deir Ez-zor, città dell’omonima provincia orientale siriana, ricca di petrolio e confinante con l’Iraq. Una mattanza per punire le famiglie di soldati e miliziani siriani, che combattono per il regime di Bashar al-Assad. Intanto a Kabul si aprono i colloqui per la pace a cui partecipano Afghanistan, Usa, Cina e Pakistan, alla ricerca di un difficile dialogo con i Talebani

Siria. Un vero e proprio massacro, con quasi 300 civili giustiziati e 400 tra donne e bambini sequestrati. Nella città di Deir Ez-zor, nell’est siriano, l’Isis colpisce le famiglie dei soldati, sunniti, schierati con Damasco. “Civili rastrellati perché ‘impuri'” nella distorta logica jihadista, “un totalitarismo in sviluppo” non certo soltanto un’organizzazione criminale, si legge in un editoriale della Stampa.

Germania. Berlino non esclude un intervento militare in Libia per stabilizzare il paese. Lo dice la ministra della difesa Von der Leyen alla Bild. “La Germania non potrà tirarsi indietro dal dare il suo contributo”, sostiene. Bisogna evitare che il terrorismo islamico istituisca
un asse del terrore in Nord Africa, spiega ancora. L’isis cerca infatti delle connessioni con Boko Haram nel centro del continente. “e se questo riuscisse potrebbe destabilizzare altre
parti dell’Africa”.

Afghanistan. “A nome del popolo e del governo dell’Afghanistan invito tutti i gruppi dei Talebani ad accettare il nostro appello per la pace attraverso il dialogo e a sedersi al tavolo dei colloqui in modo da poter superare le divergenze”. Così il ministro afghano degli Esteri, Salahuddin Rabbani, nel discorso di apertura dei lavori della riunione a Kabul con rappresentanti di Pakistan, Usa e Cina per rilanciare i difficili colloqui con i Talebani e porre fine al conflitto in Afghanistan.

Turchia. Stamattina, intorno alle 8,30 ora italiana, quattro persone, probabilmente studenti, sono rimaste ferite nell’esplosione di due colpi di mortaio vicino a una scuola nella città di Kilis vicino al confine turco-siriano. Ieri sera intorno alle 23,30 tre poliziotti turchi sono rimasti uccisi e quattro feriti dall’esplosione di una bomba nel sud-est del Paese. A riferirlo sono i servizi di sicurezza di Ankara che hanno accusato il Pkk dell’attentato. L’ordigno è esploso al passaggio si un convoglio a Idil, nella provincia di Sirnak, non lontano dal confine con la Siria.

Iraq. Una fossa comune con le spoglie di 20 civili yazidi è stata rinvenuta nei pressi del monte Sinjar, nel nord dell’Iraq. L’ipotesi è che siano stati giustiziati dall’Isis

Iran. Teheran andrà avanti con il suo programma missilistico nonostante le nuove sanzioni imposte dagli Stati Uniti ieri, all’indomani dello stop delle sanzioni internazionali per il nucleare. Lo ha annunciato un portavoce del ministero degli Esteri di Teheran,  Hossein Jaber Ansari. Le nuove sanzioni Usa “mancano di legittimità legale e morale” dal momento che Washington vende armi avanzate ad alcuni Paesi della regione, che vengono usate contro palestinesi, libanesi e yemeniti.

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