Gli Stati Uniti sono pronti a una soluzione militare in Siria


Ahmet Davutoglu, Joe Biden
Continua la partita di scacchi in Medio Oriente. Mentre tutti parlano della tavola di pace sulla Siria e la possibilità che abbia luogo entro la fine del mese, arrivano le parole del vice presidente americano Joe Biden il quale conferma che “Gli Stati Uniti sono pronti a una soluzione militare in Siria”. Parole che hanno provocato una forte reazione russa.

Biden, da Istanbul, ha anche messo allo stesso livello i curdi del PKK e i jihadisti dell’Isis: “Non vediamo la differenza tra Daesh (Isis), il fronte Nusra, il Pkk e il Pyd, noi non la vediamo”, ha sottolineato Biden mettendo in pericolo così tutto il processo di pace. La Casa Bianca, per non chiudere le porte all’interlocutore russo, si è sbrigata a spiegare che non c‘è alcun cambiamento nel dossier Siria.

Da aspettarsi anche una reazione russa alla notizia data da France Presse che svela come forze speciali ed esperti Usa stanno creando una base aerea nel nordest della Siria, nell’ambito della lotta contro i jihadisti dell’Isis. Sono già in corso alcune operazioni per ampliare un aeroporto a Rmeilan, nella provincia di Hasakah, che prima della guerra era usato da velivoli agricoli. Una mossa che complicherà ancora di più una situazione già complessa in sé, per i tanti interessi in gioco, divergenti tra di loro. La Russia e gli Stati Uniti che stanno mediando, teoricamente, per organizzare la tavola di pace, non fanno altro che difendere i propri interessi, partecipando direttamente alla partita.

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