Nasce il centro antiterrorismo europeo

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“I colloqui di Ginevra sulla Siria dovrebbero iniziare entro la settimana”, dice l’inviato Onu Staffan De Mistura, ma si fa sempre più complesso riunire attorno allo stesso tavolo le forze leali ad Assad, che sta avanzando sul terreno e i suoi rivali che appaiono in crescente difficoltà. I ribelli chiedono prima la cessazione delle ostilità e poi l’inizio dei colloqui ma questo non è nell’interesse di Damasco. Intanto in Europa nasce un nuovo organismo di coordinamento dei servizi segreti che avrà il compito di prevenire attacchi alla popolazione civile. “Il rischio è molto alto”, dicono i funzionari europol.  Dagli archivi emerge un identikit del foreign fighter europeo: la grande maggioranza sono pregiudicati con  altissima incidenza di malattie mentali. 

Olanda. Al fine di realizzare quello scambio di informazioni tra forze di sicurezza e servizi segreti giudicato indispensabile dopo gli attentati di Parigi è nato ieri nel vertice di Amsterdam dei ministri dell’interno dell’unione europea l’ETCT, centro antiterrorismo che lavorerà in seno ad Europol. Secondo il rapporto Europol la lotta sarà dura. L’Isis avrebbe le capacità e la volontà di realizzare altri attentati su suolo europeo contro i cosiddetti “soft targets” ovvero gli obiettivi non presidiati, ristoranti, hotel, supermercati, spazi pubblici in genere. Tra i 3700 foreign fighters già schedati è altissima la percentuale di pregiudicati e di soggetti che hanno malattie mentali. Disponibili e manipolabili per diventare kamikaze?

Siria. I colloqui di pace sulla Siria inizieranno a Ginevra alla fine di questa settimana, ne è certo l’inviato ONU Staffan De Mistura, nonostante non sia ancora chiaro chi andrà al tavolo a rappresentare i ribelli che si battono per rovesciare il regime di Bashar al Assad. I colloqui, ha dichiarato De Mistura dovrebbero iniziare il 29 gennaio e proseguire per almeno 6 mesi un negoziato che appare, ha detto, “in salita”.  I leader dell’opposizione siriana, intanto dovrebbero incontrarsi a Ryadh, la capitale saudita, per mettere a punto una linea concordata. Gli stati uniti premono su di loro perché accettino di sedersi al tavolo delle trattative subito ma molti leader ribelli sostengono che i colloqui non possono iniziare finché non cesseranno, sul terreno, gli attacchi aerei e l’assedio delle loro posizioni sul terreno. Intanto l’esercito di Assad continua ad avanzare. Le forze regolari hanno ripreso la località di Cheikh Maskine. Una località situata al crocevia tra le regioni di Soueïda, Kouneïtra, Deraa e Damasco. Questo permetterà alle forze del regime di penetrare al sud, territorio finora saldamente controllato dai ribelli.

Italia. Al di la dei  vantaggi economici che porterà per le imprese italiane intenzionate a lavorare con l’Iran, il viaggio a Roma del presidente iraniano Rouhani viene visto a Roma come una vittoria per la diplomazia italiana, tradizionalmente vicina all’Iran. Durante la visita, scrive il Financial Times,  il premier Renzi è stato criticato per non aver messo abbastanza enfasi sulla violazione dei diritti umani in Iran, ma il primo ministro italiano ha dichiarato che va data priorità ai temi della sicurezza, in primo luogo riconoscendo  l’impegno dell’Iran nella lotta all’Isis. “Insieme dobbiamo vincere la lotta al terrorismo e le atrocità del male con cui tutti noi combattiamo” ha detto Renzi, accanto al presidente Rouhani. “con la presenza dell’Iran ai tavoli negoziali internazionali dopo lo storico accordo sul nucleare sarà più facile vincere,”

 

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