Appuntamento al buio a Ginevra

GettyImages-506696262 (1)E’ una strana danza, scrive il New York Times, quella che la comunità internazionale si appresta a celebrare a Ginevra. Nessuno sa chi sono i convitati al tavolo di pace per la Siria, e neppure se siederanno insieme o in stanze separate. L’opposizione ad Assad teme che le sarà servita “una coppa di veleno” in nome della stabilità futura dell’area e si sente tradita dagli Stati Uniti che non chiedono più che Assad si faccia da parte

L’inviato Onu Staffan de Mistura ha diramato gli inviti, ma la lista di coloro che parteciperanno ai colloqui di pace per la Siria a Ginevra è segreta. Secondo quanto scrive il New York Times i partecipanti scopriranno soltanto venerdì mattina chi altro siederà al tavolo. Non solo. Lo stesso De Mistura non saprà fino all’ultimo chi avrà accettato l’invito e chi lo avrà respinto. I convenuti non saranno neppure insieme nella stessa sala ma siederanno in ali distanti del palazzo e lo stesso De Mistura farà la spola da un gruppo all’altro.

La segretezza ha offerto ampia possibilità di propaganda ai vari gruppi, chi è stato invitato lo nega e chi non è stato invitato magari dice che ci sarà. Il ministro degli esteri turco ha dichiarato, ad esempio, che se scoprirà al tavolo rappresentanti Curdi si alzerà e se ne andrà. Ma l’imbarazzo maggiore è tra le forze ribelli al presidente Assad tra le quali molti chiedono di disertare una riunione che li vede partire in forte svantaggio politico.

Secondo quanto scrive il quotidiano saudita al Hayat, vicino ai ribelli, il segretario di stato americano Kerry ha chiesto loro di  accettare l’ipotesi di un governo di unità nazionale in cui ci sia anche il presidente Assad, un governo di gestione del paese e non solo di transizione verso nuove elezioni. Per loro sarebbe, scrive il giornale, come inghiottire un calice di veleno. Le forze ribelli, che già subiscono sul terreno l’offensiva di Assad, sostenuto dalle forze russe e dagli Hezbollah filo iraniani, sentono così venir meno anche l’appoggio degli Stati Uniti d’america.

Philip Hammond il segretario agli esteri britannico ha lanciato un appello proprio alle forze dell’opposizione, frustrate al termine dell’incontro con John Kerry, affinché mettano da parte i dubbi e si presentino unite a Ginevra. Non sedersi al tavolo ora, scrive il Guardian, darebbe alle forze vicine ad Assad, all’Iran e alla Russia, campo libero per presentarsi come gli unici garanti di una soluzione diplomatica per il futuro della Siria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *