Siria, partenza a singhiozzo dei negoziati di ginevra

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Switzerland Syria Talks

Continuano i negoziati per una soluzione politica della crisi siriana che hanno preso il via ieri a Ginevra. L’alto comitato per i negoziati, scaturito dalla conferenza di Riyad, ha annunciato che parteciperà ai colloqui con il regime di Damasco sotto la mediazione dell’Onu. Intanto il Pentagono cerca di ottenere un maggiore impegno in Siria da parte dei partner europei, Italia inclusa. L’Olanda risponde annunciando la sua partecipazione agli attacchi aerei contro l’Isis in Siria ed Iraq. Secondo Medici senza frontiere in Siria si continua a morire di fame nelle città assediate dall’esrcito di Assad. Nello Yemen l’Isis rivendica un attentato ad Aden. Gli Emirati Arabi Uniti consegnano all’India tre militanti dell’Isis

Siria. Il segretario di stato americano John Kerry ha elogiato la decisione della principale coalizione dell’opposizione siriana di partecipare ai negoziati aperti dalle Nazioni Unite per tentare di mettere fine alla guerra civile in Siria. “Gli Stati Uniti salutano l’importante decisione dell’alto comitato per i negoziati dell’opposizione siriana di partecipare ai negoziati di pace sotto l’egida dell’Onu a Ginevra”, ha dichiarato Kerry che ha però aggiunto che “Gli Stati Uniti ribadiscono inoltre che la risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu deve essere attuata da tutte le parti, compreso ciò che riguarda il bisogno di un accesso umanitario urgente alle zone assediate della Siria”. Si tratta di una delle principali domande della coalizione d’opposizione, che chiede che le forze governative siriane e i loro alleati smettano di bombardare o assediare le enclavi e consentano l’accesso dei convogli umanitari.

Stati Uniti. Il Pentagono e’ convinto che per battere l’Isis in Iraq e Siria siano necessari centinaia di altri consulenti, addestratori e forse speciali da mandare sul terreno. E per questo già a dicembre il segretario alla Difesa, Ash Carter, ha chiesto ai colleghi di decine di Paesi nel mondo, tra i quali, l’Italia, di rafforzare il contributo nella lotta all’Isis. “Apprezziamo profondamente l’impegno italiano in questa lotta, tuttavia c’e’ ancora molto da fare”, scriveva in una lettera, datata primo dicembre e ottenuta da Wikilao, un sito web specializzato in temi di sicurezza basato a Roma e rilanciato dal New York Times. Il capo del Pentagono spiegava che gli italiani, che guidano l’addestramento delle forze di polizia irachena, potrebbero aiutare la coalizione anti-Isis mandando altri istruttori e personale militare che lavori alle attività di sorveglianza, intelligence e ricognizione. La coalizione, sottolineava, ha anche bisogno di aiuto per le squadre di ricerca e salvataggio e maggior sostegno all’offensiva militare.

Olanda. Gli F16 olandesi parteciperanno attivamente ai bombardamenti sulle postazioni dell’Isis in Siria ed Iraq. Il governo olandese ha anche approvato una serie di misure di “carattere umanitario” e sta valutando la possibilità di fornire assistenza tecnica e militare alle forze irachene inclusi i peshmerga curdi. Infine si sta anche valutando la possibilità di addestrare i miliziani siriani che impegnati contro l’Isis.

Siria. Altre sedici persone sono morte di fame della citta’ di Madaya. Lo riferisce Medici senza frontiere che avverte della difficile situazione di altre decine di residenti che soffrono di una forte malnutrizione. I casi di malnutrizione stimati sono 320, di cui 22 pazienti in “pericolo di morte”. La città siriana di Madaya e’ situata a una cinquantina di chilometri a nord-ovest di Damasco. Le forze lealiste l’assediano da oltre sei mesi. Nonostante l’arrivo dei convogli umanitari di Nazioni Unite, Comitato Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa araba siriana, la popolazione, soprattutto i bambini, sono ad alto rischio di morte.

Yemen. L’Isis ha rivendicato l’attentato compiuto con un’autobomba nella città di Aden, nel sud dello Yemen, che, stando alle forze di sicurezza, ha provocato almeno sette morti. Almeno altre otto persone sono rimaste ferite. L’Isis ha rivendicato l’attacco via web. In un primo momento si era parlato di un attentato a un commissariato, ma la sicurezza ha precisato che la zona colpita è invece un posto di blocco.

India. Tre indiani simpatizzanti dell’Isis, che a quanto risulta avevano ricevuto l’incarico di compiere attentati in India ed in altri Paesi, sono stati deportati dagli Emirati Arabi Uniti (EAU) e sono giunti ieri sera nell’aeroporto di New Delhi. Fonti ufficiali hanno indicato che i tre, Adnan Hussain, Mohammad Farhan e Sheikh Azhar Al Islam, avrebbero fatto parte di un gruppo dell’Isis ad Abu Dhabi e sono stati presi in consegna al loro arrivo da agenti della Nia, la polizia antiterrorismo indiana. Lo scorso 15 settembre gli EAU avevano già deportato in India altri quattro indiani fortemente sospettati di avere legami con il movimento di Abu Bakr al-Baghdadi. Secondo le agenzie di intelligence indiane, nel complesso sono 23 gli indiani che si sono ufficialmente uniti all’Isis, sei dei quali sono morti in differenti incidenti nella regione siriano-irachena.

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