Ginevra: negoziato impossibile per la pace in Siria

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GettyImagesLa Turchia vuole escludere I curdi del Rojava. L’Alto comitato per i negoziati, scaturito dalla conferenza di Riyad, pone nuove condizioni per iniziare la trattativa. Russi e americani hanno interessi contrapposti e l’Europa resta a guardare. In questo scenario la Turchia accusa la Russia di aver violato lo spazio aereo turco sul confine siriano. In Iraq, le forze armate irachene annunciano l’intenzione di riprendere la città di Falluja, occupata dall’Isis

Svizzera . Esponenti curdi siriani che speravano di partecipare ai negoziati di pace mediati dalle Nazioni Unite a Ginevra hanno abbandonato la città svizzera poiché non avevano ricevuto l’invito a partecipare ai colloqui. La rappresentanza del maggiore schieramento curdo, l’Ypd, è dunque ripartita. La Turchia considera l’Ypd un’organizzazione terrorista per i suoi legami con il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), che si batte per l’indipendenza da Ankara. Mentre la maggiore delegazione dell’opposizione, l’Alto comitato per i negoziati (Hnc), la considera un’alleata del governo del presidente Bashar al Assad. Saleh Muslim, leader del Partito dell’Unione democratica curdo siriana, era arrivato a Ginevra la scorsa settimana, nella speranza che il suo movimento ottenesse un posto al tavolo.  “Non ci impegneremo ad aderire ad alcuna decisione che dovesse essere presa a Ginevra”, ha ribadito un collaboratore di Muslim, “ivi compreso un eventuale accordo di cessate-il-fuoco”. Un monito tutt’altro che secondario, considerata la rilevanza sul piano militare delle milizie dell’Ypg, le Unità di Protezione Popolare che del Pyd costituiscono il braccio armato, capaci di arginare e di respingere le offensive dell’Isis. Il rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, Alexey Borodavkin ha ribadito che secondo Mosca la delegazione curda deve partecipare ai colloqui di Ginevra. I curdi hanno il diritto di prendere parte ai colloqui sulla Siria in corso a Ginevra, come cittadini del paese devastato dalla guerra.

Svizzera. Secondo Salem Al-Mislet, rappresentante dell’Alto comitato per i negoziati, che raggruppa le forze dell’opposizione siriana che hanno partecipato alla conferenza di Riyad, i negoziati potranno iniziare solo se cesserà l’avanzata militare delle forze lealiste appoggiate dai raid dell’aviazione russa: “Siamo pronti a iniziare negoziati, ma prima dobbiamo vedere alcuni cambiamenti sul terreno in Siria. I massacri contro il nostro popolo devono cessare. In caso contrario non ci saranno negoziati e non abbiamo motivo di restare qui”.

Turchia. Fonti del governo turco hanno riportato che il 30 gennaio un Sukhoi Su-34 ha violato lo Spazio aereo turco al confine con la Siria,” nonostante diversi avvertimenti in russo e in inglese”. Mosca nega il fatto. Il presidente turco Erdogan è sceso in campo accusando la Russia di “tentare di creare un’escalation di tensione nella zona” e parlando di “gesto irresponsabile”. Erdogan si è detto però disposto a incontrare il presidente russo Putin, cui avrebbe chiesto un incontro attraverso canali diplomatici ufficiali.

Iraq. Le forze armate irachene e i loro alleati che stanno completando la riconquista della città di Alanbar sono pronte a dirigersi verso la città di Fallujah, ancora sotto il controllo dello Stato Islamico. Secondo il Generale Ismail Almahalawi, capo delle operazioni ad Alanbar, la città sarà definitivamente liberata dall’Isis entro pochi giorni; a quel punto si dovrà decidere se dirigersi verso Heet a ovest o verso Fallujah a est.

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