Strage Isis a Damasco, mentre a Ginevra riprendono i colloqui in un clima di sfiducia

damascoÈ salito ad almeno 70 il bilancio delle vittime della strage dell’Isis compiuta ieri a Damasco. Tre esplosioni provocate da un’autobomba e due kamikaze hanno scosso la capitale siriana, mentre erano in corso a Ginevra i difficilissimi negoziati di pace sotto l’egida delle Nazioni Unite. Colloqui che oggi entrano nel vivo con gli incontri previsti nelle prossime ore, in stanze separate, dell’inviato Onu, Staffan De Mistura, con le delegazioni del regime e dell’opposizione siriana

Siria. Sono almeno 70 le persone rimaste uccise e 110 quelle ferite nelle tre esplosioni causate da un’autobomba e da due attentatori suicidi che hanno colpito il mausoleo sciita di Sayyida Zeinab, a sud di Damasco. Strage rivendicata dall’Isis in un comunicato diffuso sul web. Intanto gli attivisti siriani riferiscono che lo Stato Islamico avrebbe istituito tre “nuovi valichi” di passaggio lungo la frontiera siriana con la Turchia: la striscia di territorio lungo il confine con Ankara, ancora controllata dagli uomini del califfato nero, si sarebbe ridotta a soli 70 chilometri rispetto ai 250 di poco tempo fa.

Svizzera. La delegazione dell’opposizione siriana ai colloqui di pace di Ginevra sta valutando una proposta dell’inviato speciale Onu, Staffan de Mistura, che potrebbe aprire la via al proseguimento dei colloqui. Lo ha fatto sapere un diplomatico occidentale, dopo che ieri i delegati dell’opposizione hanno incontrato per la prima volta de Mistura. Oggi quest’ultimo vedrà la delegazione del governo alle 11, quella dell’opposizione alle 17. Il rappresentante del regime di Bashar al Assad, l’ambasciatore Bashar al-Jaafari, ha definito i rappresentanti dell’opposizione come “terroristi”, equiparandoli ai jihadisti di Al Qaida e dello Stato islamico, e giudicandoli “né seri, né credibili”. Dal canto il capo dei ribelli Mohammed Allouche ha confermato che sarà lui il capo della delegazione, una scelta che non aiuterà a un clima di fiducia. Alloush infatti è membro dell’ufficio politico del gruppo armato ribelle Jaïsh al-Islam, un movimento di ispirazione salafita, che il regime di Damasco considera “terrorista”.

Russia. Il gruppo nazionalista turco dei “Lupi grigi” sarebbe coinvolto nell’attacco terroristico che ha causato l’abbattimento dell’aereo russo Airbus A321 in Egitto il 31 ottobre. Lo riportano media russi citando una fonte del Servizio federale di sicurezza russo (Fsb). “Il Fsb è convinto che l’organizzazione nazionalista turca dei Lupi Grigi, legata allo Stato islamico e operante in molti paesi arabi, tra cui l’Egitto, potrebbe essere legata all’esplosione del velivolo russo”, scrive il quotidiano Kommersant.

Arabia Saudita.  Washington ha confermato oggi la notizia data ieri dalla stampa saudita dell’arresto di nove cittadini americani nel regno per presunti legami con il “terrorismo”. Secondo la stampa locale, gli statunitensi fanno parte di 33 persone indagate, tra cui 14 sauditi, arrestati questa settimana nel regno.
Francia. Parigi lancia l’allarme per il rischio che militanti dell’Isis entrino in Europa infiltrandosi tra i migranti diretti dalla Libia a Lampedusa. Parole del ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian, secondo il quale il “rischio è molto serio”.

Libia.  Lo Stato islamico è entrato in possesso di gas sarin in Libia. Lo riferiscono “fonti
informate” al quotidiano arabo “Asharq al Awsat”. In particolare, i miliziani del sedicente “califfato” avrebbero trafugato composti chimici dal compound nell’area di Bab al
Huriya, una delle porte della capitale Tripoli, per inviarli nella loro roccaforte di Sirte.

Roma. Si apre domani alla Farnesina il vertice “Small group”, a cui partecipano i Paesi maggiormente impegnati nel quadro della ben più ampia Coalizione globale per il contrasto a Daesh, cui spetta un ruolo particolare di guida politica e strategica dello sforzo collettivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *