Merkel: 2,3 miliardi di aiuti per la Siria

LONDON, ENGLAND - FEBRUARY 04: German Chancellor Angela Merkel arrives at the 'Supporting Syria Conference' at The Queen Elizabeth II Conference Centre on February 4, 2016 in London, England. World leaders are gathering for the 4th annual donor conference in an attempt to raise £6.2bn GBP to those affected by the war in Syria. (Photo by WPA Pool - Toby Melville/Getty Images)

Londra. La cancelliera tedesca angela Merkel arriva alla Supporting Syria Conference’.  di London, England.  (Photo by WPA Pool – Toby Melville/Getty Images)

La Germania si presenta alla conferenza dei donatori per la Siria con una offerta generosa. Berlino pagherà di tasca propria oltre due miliardi degli 8 che la comunità internazionale (70 paesi) stima necessari per alleviare le sofferenze della popolazione colpita dalla guerra civile. E’ un ulteriore segno della determinazione di Angela Merkel a investire grandi risorse per contenere l’ondata dei profughi provenienti dalla Siria nei paesi che con la Siria confinano: Turchia, Libano e Giordania in primis. Intanto il plenipotenziario ONU De Mistura prende atto che il dialogo tra le fazioni siriane è per il momento impossibile e sospende la conferenza di Ginevra fino al prossimo 25 febbraio

Londra. La Germania si è impegnata a donare 2,3 miliardi di euro per la crisi umanitaria in Siria da qui al 2018, di cui un miliardo sarà disponibile subito. Lo ha annunciato Angela Merkel alla quarta conferenza dei donatori che si è aperta oggi a Londra che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per 8,3 miliardi di euro. La cancelliera tedesca ha detto che la catastrofe in Siria deve terminare e che spera che la conferenza dei donatori possa dare speranza alle migliaia di persone fuggite dal conflitto. Fino ad oggi la devastante guerra civile siriana ha già causato 250mila morti e milioni di sfollati e rifugiati.

Ginevra. Le trattative indirette tra il regime siriano di Bashar al Assad e l’opposizione siriana a Ginevra sono state sospese per tre settimane, in modo da consentire all’inviato dell’Onu, Staffan De Mistura, di recarsi a New York per relazionare al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Secondo un documento riservato pubblicato dal giornale arabo “al Hayat”, esisterebbe già un programma sul quale si discute oggi a Londra nella riunione dei paesi sostenitori della Siria per la fase transitoria di governo del paese. Un altro documento che verrà presentato oggi sempre a Londra parla invece di un piano per la creazione immediata di un governo transitorio. La cosa più importante però è che a Ginevra sono stati compiuti passi in avanti importanti verso la fine dell’assedio di due villaggi del regime ad Aleppo.

Turchia. “La Russia continua a uccidere la gente in Siria? Potevano esserci colloqui di pace in un contesto in cui i bambini vengono ancora uccisi? Tentativi del genere servono solo a facilitare le cose al tiranno” Questo il commento rilasciato dal preseinte turco Erdogan dal Perù dove si trova per il suo tour in Sudamerica.

Siria. Il presidente dell’Alta commissione per le trattative dell’opposizione siriana, Riad Hijab, ha affermato che “lasceremo Ginevra e non vi torneremo se non saranno realizzate le nostre richieste di carattere umanitario in Siria”. Parlando all’emittente televisiva “al Arabiya”, l’ex premier siriano passato con l’opposizione ha spiegato al termine del primo round di trattative col regime di Bashar al Assad a Ginevra che “chi vuole la soluzione politica per questa crisi non può condurre la politica delle uccisioni e dell’escalation di violenze”

Iraq. Ha scatenato forti polemiche nel mondo politico iracheno l’annuncio fatto l’altro ieri dal presidente della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, Masoud Barzani, di chiedere un referendum per l’indipendenza del Kurdistan e la nascita di uno stato autonomo dei curdi. In una nota Barzani ha affermato che “è giunto il momento per il popolo curdo che decida del proprio destino tramite un referendum”.

Usa-Russia. Il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov e il segretario di stato USA John Kerry hanno concordato di intraprendere  “possibili azioni coordinate per fornire aiuti umanitari nelle zone bloccate della Siria per via aerea”

Russia. Mosca principale alleata sul terreno di Bashar Assad insieme all’Iran, ha espresso “rammarico” per la sospensione dei negoziati di pace Onu a Ginevra tra Damasco e l’opposizione dopo che gli Usa hanno accusato Mosca di preferire una soluzione militare alla guerra. Il portavoce del presidente Vladimir Putin, Dmitry Peskov si e’ augurato che si” chiarisca presto quanto i colloqui riprenderanno”.

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