Siria: nuova emergenza umanitaria

Staffan de Mistura (Salvatore Di Nolfi/Keystone via AP)“Non si può negoziare e combattere”, parole dell’inviato Onu per la Siria, Staffan De Mistura, che dopo due giorni di negoziazioni a Ginevra ha capito che in fondo non c’è nessuna volontà di arrivare alla pace. Molto complessa la situazione in cui il regime di Assad, forte per le sue alleanze russe e iraniane, cerca di dettare le condizioni approfittando del vento a favore per annichilire l’opposizione rimasta.
Il risultato è una nuova emergenza umanitaria: decine di migliaia di civili siriani, in fuga da Aleppo. I raid aerei russi e l’offensiva militare in corso da giorni da parte delle forze governative guidate sul terreno dai Pasdaran iraniani e dagli Hezbollah libanesi, hanno obbligato circa 40mila i civili siriani a fuggire verso Aazaz a pochi chilometri dal confine turco, da mesi chiuso dalle autorità di Ankara. Per mettere in pratica le richieste europee di fare il possibile per limitare che i civili in fuga raggiungano l’Europa, il governo turco ha cominciato a innalzare un muro di divisione nell’unica zona frontaliera a nord di Aleppo non controllata dall’Isis.

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