Tuono del nord

Salman dell'Arabia Saudita (AP Photo/Yoan Valat, Pool, File)

Salman dell’Arabia Saudita (AP Photo/Yoan Valat, Pool, File)

L’internazionalizzazione del conflitto siriano non ha fatto altro che complicare ancora di più la situazione. Anche se il vento sembra soffiare a favore del regime di Assad, non ci sono ancora segni di una pronta fine della guerra. Le potenze regionali, l’Arabia Saudita e la Turchia, non sono disposte ad accettare il nuovo equilibrio designato dalle forze russe che sono riuscite a cambiare il destino del conflitto. Lo dice chiaramente Jamal Khashoggi, famoso editorialista saudita del giornale Al-Hayat: “Riyadh, così come la Turchia, non permetteranno una vittoria russo-iraniana in Siria”, e conclude che “facendo parte di questa alleanza sunnita che la politica confessionale dell’Iran impone, Riyadh e Ankara saranno ancora più vicine. È giunto il momento per gli americani di capire che i sauditi e turchi fanno sul serio: non è un bluff. Come bisogna dirlo per essere capiti?”.

Sembra chiaro. I sauditi continuano a mandare segnali, cercano di spiegare qual è la loro priorità in questo momento: fermare “il pericolo iraniano”. In questo scenario nessun accordo tra siriani può reggere senza un’intesa tra le due potenze regionali.

Intanto diverse migliaia di soldati sauditi con altri provenienti da Egitto, Sudan, Giordania e dagli altri paesi del Golfo, si esercitano nella zona di Hafr al Batn, nel nord est del regno in manovre militari denominate “Tuono del nord”. Lo ha detto Khashoggi: i sauditi fanno sul serio. Messaggio ricevuto.

Isis: L’autoproclamato Stato Islamico ha usato armi chimiche in Iraq e Siria. Ad affermarlo è stato il numero uno dell’intelligence Usa, James Clapper, nel corso di un’audizione in Congresso.

Clapper ha sottolineato come attacchi con i gas da parte di gruppi estremisti non accadevano da oltre vent’anni. Ma non ha rivelato dettagli su quando e dove questi attacchi siano stati sferrati.

 Siria: Le forze curde, sostenute da altre milizie ribelli, si sono impadronite della base aerea siriana di Minnigh, nella provincia di Aleppo, controllata dai jihadisti: lo hanno reso noto fonti delle Ong siriane. Minnigh era la sola base aerea nelle mani dei jihadisti nella provincia di Aleppo, e il suo controllo permetterà alle forze curde dell’Ypg di poter lanciare nuove operazioni verso est, dove si trova il fronte in cui opera l’autoproclamato Stato Islamico.

Iran: Un team iraniano di sviluppatori anonimi ha messo a punto una soluzione per aiutare i giovani iraniani a evitare la polizia religiosa. Ma l’App è stata bloccata dal governo iraniano.

L’applicazione consente agli utenti di contrassegnare i punti sulla mappa della città di Teheran dove sono situate le pattuglie della Gasht-e-Ershad (la polizia religiosa), in modo da poter evitare quelle aree.

La polizia può intervenire per sanzionare, per esempio, uno chador messo male per le donne o pantaloni troppo stretti e capelli troppo lunghi per gli uomini.

Arabia Saudita: Un ragazzo in costume da principessa è stato arrestato ad Al-Karjh, periferia a sud di Riad, perché giudicato “indecente” dalla polizia morale saudita. A diffondere la notizia sui social diversi siti d’informazione: l’uomo era travestito da principessa dei cartoni animati per promuovere un negozio del gruppo agro-alimentare saudita Senabel al Salam. Secondo una fonte anonima citata dal sito saudita Sabq, l’uomo sarebbe stato interpellato dal “Comitato per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio” perché, secondo la sharia, la sua tenuta non rispettava le regole vestimentarie.

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