Perché ad Aleppo si combatte una guerra mondiale in miniatura

Siria, i danni ad Aleppo e DamascoDopo il fragile accordo sul cessate il fuoco, i raid russi in Siria anziché attenuarsi si sono intensificati. Per Mosca è in gioco il suo futuro ruolo in Medio Oriente e nonostante la telefonata tra Obama e Putin sulla “cooperazione” per il cessate il fuoco, le posizioni restano distanti ed è notizia di oggi il bombardamento di due ospedali nel nord della Siria. Intanto Ankara continua a colpire le postazioni curde, difendendo la sua linea anche di fronte agli appelli degli Stati Uniti e dell’alto rappresentante della diplomazia Ue, Mogherini. Milizie irachene e libanesi, sotto l’egida dell’Iran, avanzano sul terreno. Gruppi ribelli siriani, sostenuti da Stati Uniti, Turchia, Arabia Saudita e Qatar, combattono per guadagnare posizioni. Un conflitto “per procura”, con le potenze mondiali che appoggiano le diverse fazioni siriane rivali. Nel frattempo le campagne di Aleppo si stanno svuotando, una strategia precisa secondo l’International Institute for Strategic Studies, per allontanare una popolazione che non crede nel regime di Damasco. La posta in gioco non è soltanto l’esito della battaglia di Aleppo e della guerra in Siria. Il rischio è quello che il Wp definisce una “mini guerra mondiale”

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