Siria: nessuna tregua

Bashar al-Assad (Lapresse)

Bashar al-Assad (Lapresse)

Tutto indica che il cessate il fuoco sulla Siria deciso a Monaco il 12 febbraio sarà un fallimento. Non c’è nessun interesse a metterlo realmente in atto. Questa situazione non può che far piacere al regime di Assad che sta vincendo la guerra. Certo, Assad non avrebbe mai potuto farcela senza l’aiuto dei suoi alleati: i russi e gli iraniani. Per la stampa araba non ci sono dubbi: il disastro dell’opposizione siriana è colpa di Obama.

Per Abdluhab Badrekhan (Asharq al-Awsat 18-02-2016), la Siria è diventata per Putin la migliore carta per barattare l’Ucraina. Il prezzo della “testa di Assad”, dice Badrekhan, può essere un accordo con gli americani su argomenti che non hanno niente a che vedere con la Siria.  Per il giornalista libanese, Putin è più interessato al riconoscimento occidentale della connessione della Crimea, di un accordo esclusivo per il gas con l’Europa, di un’intesa con gli americani per una divisione “equa” dell’Ucraina. Baderkhan conclude che la Siria ha permesso al Cremlino di avviare gli strumenti validi per avere più carte nel momento di cercare un accordo globale.

Siria: Le forze del regime hanno preso il pieno controllo dei pozzi di petrolio di Jibab Marayta, nella Siria centrale. L’area, si trova circa 40 km a est di Ithriyah lungo l’autostrada 42, principale direttrice che collega Salamiyah a Raqqa, la capitale del autoproclamato Stato Islamico.

Turchia: A poche decine di metri dal Parlamento e dal quartier generale dell’esercito, un’esplosione provocata da un’autobomba ha provocato 28 morti e 61 feriti. Le vittime sono soprattutto militari perché l’obiettivo dell’attentato era un autobus che trasportava soldati.

Libia: Un carico di armi destinato alla filiale libica dello Stato Islamico sarebbe arrivato, via mare, a Sirte, nel nord del Paese nordafricano. Lo rivelano diverse fonti locali citate da vari media locali e arabi.

Il portale libico al Wasat, parla di “armi arrivate a bordo di gommoni di grandi dimensioni”. Una volta scaricato sulla banchina del porto di Sirte “il carico è stato caricato su due containers”, affermano le stesse fonti aggiungendo che “nel frattempo aerei da guerra di nazionalità ignote stavano bombardando il perimetro del porto forse proprio per colpire le armi arrivate”.

Stati Uniti: Incontro a Los Angeles tra il segretario di Stato Usa John Kerry e i grandi produttori cinematografici. L’obiettivo è contrastare la narrativa dell’Isis con quella di Hollywood. Secondo uno dei partecipanti, riporta Variety, nel corso dei 90 minuti dell’incontro c’è stato un intenso scambio di opinioni su come Hollywood e il governo possano collaborare alla realizzazione di film che, attraverso una narrativa interculturale, contrastino la propaganda jihadista.

Egitto: Morto a 93 anni uno degli opinion maker più importanti nel mondo arabo: Mohamed Hassanein Heikal, scrittore e giornalista egiziano, famoso per le sue apparizioni periodiche nella network araba al-Jazeera.

Heikel è diventato ministro dell’Informazione nel 1970, sotto il governo di Anwar Sadat che dopo lo arrestò per averlo criticato in un articolo di Al-Ahram. Scarcerato dopo la salita al potere di Hosni Mubarak, Heikal vivrà in esilio e non rientrerà in Egitto prima degli anni 2000.

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