Onu, fallito il tentativo russo di risoluzione sull’integrità della Siria

Vladimir PutinSi è concluso con un nulla di fatto il tentativo russo di far approvare al Consiglio di Sicurezza dell’Onu una risoluzione sul rispetto dell’integrità territoriale e la sovranità della Siria. Una mossa per sostenere la sovranità territoriale di Damasco contro l’ingerenza di Ankara. A bloccare la bozza Stati Uniti e Francia che, come la Russia, detengono il potere di veto. Secondo l’ambasciatore francese Francois Delattre il sostegno russo ad Assad non ha fatto altro che aumentare le tensioni, mentre la collega americana, Samantha Power, ha accusato Mosca di voler “creare diversivi”.  Intanto Obama cerca una mediazione, e chiede ad Ankara e al Pkk “prove di moderazione”, e alla Russia e ad Assad di fermare il fuoco contro le forze di opposizione moderate. Oggi gli esperti dell’International Syria Support Group (Issg) si incontreranno a Ginevra. Alla vigilia dell’ingresso nel sesto anno della sanguinosa guerra civile, le speranze di pace sono più flebili che mai

Usa. In una telefonata al presidente turco Erdogan, Obama ha chiesto ad Ankara ed alle milizie curde del Pkk di dare prova di moderazione nel nord della Siria e ha condiviso con il suo collega l’appello alla Russia e al regime di Assad a fermare gli attacchi aerei contro le forze di opposizione moderate. “Il presidente Obama ha sottolineato che le forze Ypg (le unità di protezione del popolo, braccio armato della principale formazione curda) non dovrebbero approfittare delle circostanze in questa area per impadronirsi di nuovi territori e ha chiesto alla Turchia di mostrare una reciproca moderazione cessando i colpi di artiglieria nella stessa area”, rende noto la Casa Bianca.

Ue. “Siamo noi europei che spingiamo per una soluzione diplomatica e una de-escalation” in Siria. Parole dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, Federica Mogherini, al termine dei lavori del vertice del Consiglio europeo. “Chiaramente dobbiamo vedere che succede a Washington e Ginevra, ma che siamo riusciti a raggiungere 83mila siriani con 114 camion dopo una settimana dalla conferenza di Monaco non è qualcosa da sottovalutare”.

Libia. Nel raid americano contro l’Isis sono rimasti uccisi due ostaggi serbi. Si tratta di dipendenti dell’ambasciata che erano stati rapiti nella zona a novembre. Lo ha rivelato il ministero degli Esteri di Belgrado.

Turchia. E’ stato rilasciato il giornalista siriano Rami Jarrah arrestato tre giorni fa in Turchia. “Purtroppo sinora non ho ricevuto una spiegazione ufficiale del motivo del mio arresto né riguardo le accuse che mi vengono rivolte”, ha scritto Jarrah su Facebook annunciando il suo rilascio e ringraziando “tutti coloro che mi hanno aiutato con il loro sostegno”. Il giornalista, che a gennaio è rientrato in Turchia da Aleppo, ha suggerito che il suo arresto potrebbe essere legato al suo ingresso in Siria per lavoro.

Austria.  Vienna avvia la stretta sui profughi nonostante lo scontro con l’Europa, Berlino la mette in guardia sulle misure unilaterali che rischiano di ricadere “sulle spalle dei tedeschi”, mentre Ungheria e Polonia denunciano il “ricatto politico” di Renzi sul taglio di fondi strutturali europei paventato contro quei paesi, soprattutto dell’est, che bloccano i ricollocamenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *