Strage ad Homs

homsDecine di morti e feriti, un bilancio che sale ogni minuto che passa. Duplice attentato nella città di Homs, in Siria. Intanto Assad attacca l’Arabia Saudita, “principale finanziatore dei terroristi” insieme ad altri “80 Paesi”, che sosterrebbero il terrore “direttamente con il denaro, con il supporto logistico, inviando armi o combattenti” o attraverso “il sostegno politico in varie sedi internazionali”. E punta il dito contro la “manipolazione mediatica dell’Occidente” negando che il governo abbia ostacolo gli arrivi di aiuti umanitari. “Tra 10 anni – ha detto – sarò ricordato come colui che ha salvato il Paese”. E a proposito dei raid russi in Siria sostiene che non ci siano prove di civili colpiti: “sono invece gli americani che hanno ucciso molti civili nei raid nel nord del Paese”

Siria. Ci sarebbero almeno 46 morti a Homs, in Siria, dove si sono verificate questa mattina due esplosioni nel quartiere filo-Assad di Zahraa, in pieno centro. Si ipotizza che a provocarle siano state due autobomba.

Damasco è pronta per un cessate il fuoco, a condizione che “terroristi” non utilizzino la pausa a loro vantaggio e che i Paesi che appoggiano i ribelli fermino il loro supporto. Lo ha dichiarato il presidente siriano Bashar Assad in un’intervista al quotidiano spagnolo El Pais, commentando la posizione dell’opposizione siriana che ha detto di aver accettato la “possibilità” di una tregua temporanea, a condizione che vi siano garanzie da parte degli alleati di Damasco, tra cui la Russia, di un cessate il fuoco nelle zone assediate e della consegna di aiuti umanitari a livello nazionale.

Kerry-Lavrov. Il segretario di Stato Usa John Kerry e il suo omologo russo Sergei Lavrov hanno raggiunto un accordo provvisorio sulle condizioni di una cessazione delle ostilità in Siria. Lo ha annunciato lo stesso Kerry indicando che però rimangano ancora questioni irrisolte. “Abbiamo raggiunto un accordo provvisorio in linea di principio sui termini di una cessazione delle ostilità che potrebbe iniziare nei prossimi giorni”, ha spiegato Kerry in una conferenza stampa ad Amman con il ministro degli Esteri giordano Nasser Judeh.
Kerry e Lavrov hanno parlato nella mattinata: entrambi sperano che i rispettivi presidente, Barack Obama e Vladimir Putin riescano a discutere nei prossimi giorni in modo da completare l’accordo provvisorio.

Turchia. Il presidente turco Erdogan ha difeso i raid aerei contri i combattenti curdi in Siria, definendoli “legittima difesa”. “Nessuno può negare o limitare il legittimo diritto della Turchia di difendersi contro gli attacchi terroristici”, ha detto il presidente parlando a Istanbul. La Turchia “ha il diritto di condurre operazioni militari, in Siria e dovunque ci siano organizzazioni terroristiche, per combattere la minaccia che si trova ad affrontare””, ha aggiunto.

Sono stati liberati i tre giornalisti dell’agenzia di stato turca Anatolia rapiti venerdì da militanti del PKK nella provincia di Mardin, nel sud-est della Turchia.

Usa. Il Pentagono sostiene di non aver alcun “riscontro” all’accusa del governo di Belgrado che nel raid Usa contro una base dell’Isis a Sabrata, nella Libia nord-occidentale, siano rimasti uccisi anche due serbi, rapiti lo scorso novembre nella zona, che lavoravano per l’ambasciata serba. A dare la notizia era stato il ministro degli Esteri di Belgrado, Ivica Dacic.

Italia. “Mi sono pentita, voglio tornare a casa”: è la richiesta di aiuto lanciata dalla Siria a un familiare da Meriem Rehaily, la 19enne di origini marocchine fuggita da Arzegrande (Padova) nel luglio scorso per arruolarsi nelle file dell’Isis.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *