Le nuove stragi ostacolano la tregua

damascoDomenica di sangue in Siria: una serie di attentati vicino a un santuario sciita, alla periferia di Damasco, e a Homs, rivendicati dai jihadisti dell’Isis, hanno ucciso ieri oltre 150 persone. E i militanti dello Stato Islamico hanno tagliato l’unica via di rifornimento verso la Aleppo. Intanto la Turchia chiarisce, attraverso le parole del ministro Cavusoglu, che non è in programma un’operazione di terra con Ryad, ipotizzabile soltanto con il coinvolgimento di tutti i Paesi della coalizione. E mentre il Marocco comunica l’annullamento del vertice annuale della Lega Araba, l’opposizione siriana, appoggiata dall’Arabia Saudita, si riunisce nella capitale saudita, mentre Washington e Mosca
lavorano a un nuovo cessate-il-fuoco

Turchia. “Non esiste assolutamente la prospettiva di un’operazione di terra insieme all’Arabia Saudita, ma se vogliamo entrare in Siria via terra bisogna farlo insieme, come coalizione”. Parole del ministro degli Esteri turco, Cavusoglu, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il capo della diplomazia italiana, Gentiloni. Cavusoglu ha parlato anche dell’Ypg, braccio armato del partito curdo siriano, che Ankara considera “terrorista” come l’Isis: “abbiamo fornito ai nostro amici americani le prove di ciò. Ypg come il Daesh è terrorista: più laici, più secolari, ma non possiamo fidarci dei terroristi”. Secondo Gentiloni, “la soluzione diplomatica e l’apertura di un processo di transizione in Siria” è la strada da seguire per la pace.

Per la prima volta dalla formazione del nuovo governo turco,  il presidente Erdogan presiederà un consiglio dei ministri per fare il punto sulle indagini sull’attentato che il 17 febbraio ha colpito un convoglio militare ad Ankara uccidendo 28 persone, sugli ultimi sviluppi della crisi in Siria e sulle operazioni in corso da parte di polizia ed esercito
contro il Pkk nel sud-est del paese. Pur ammessa dalla costituzione turca, la presenza del capo dello stato in un consiglio dei ministri era una pratica poco diffusa in passato. Da quando è stato eletto nell’agosto 2014, Erdogan lo ha già presieduto in 4 occasioni.

Damasco e Homs. Il sedicente Stato Islamico ha rivendicato su Internet gli attentati sferrati ieri a Damasco e a Homs, che secondo l’ultimo bilancio hanno causato la morte di almeno 155 persone. Gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani precisano che 99 sono i civili che hanno perso la vita negli attentati, tra cui donne e bambini. L’agenzia di stampa Sana aggiunge, citando una fonte di polizia, che almeno 178 persone, tra cui bambini, risultano ferite.

Nusaybin (Turchia). Curdi contro i turchi nella piccola città di frontiera di Nusaybin che si prepara a fronteggiare l’attacco annunciato dai turchi come imminente. Uno scontro che secondo alcuni potrebbe essere decisivo. Per le strade barricate, tunnel, trappole esplosive mentre in molti si preparano a lasciare la città.

Marocco. Annullato il vertice annuale della Lega Araba che quest’anno doveva tenersi nel mese di marzo a Marrakech, nel sud del Marocco. Secondo l’analista politico Said Sadiqi, intervistato dal sito web d’informazione locale Hespress, “non c’è dubbio che il Marocco abbia preso la decisione non in modo autonomo ma si è confrontato con i Paesi del Golfo e con l’Arabia Saudita. Alla luce delle divisioni che si registrano nella regione questo vertice non avrebbe fatto altro che accentuarle visto che non c’è un accordo su nessuno dei temi principali, le guerre in Siria, in Iraq, in Libia e in Yemen”.

Russia. “Ci sono pericoli nascosti nel cessate il fuoco: il Fronte Nusra, che è diventato un rifugio per una parte della” cosiddetta “opposizione moderata, non vede l’ora di raggiungere una tregua per rafforzare le sue posizioni”, ha scritto il presidente della commissione Affari esteri russo della Duma Pushkov su Twitter.

Arabia Saudita. Le autorità saudite hanno messo sotto processo 32 persone, tra cui 30 appartenenti alla minoranza sciita, con l’accusa di spionaggio a favore dell’Iran.  Si tratta del primo processo per spionaggio nei confronti della Repubblica islamica e si teme porterà con sé un aumento delle tensioni tra gli sciiti e i sunniti, nonché tra Riad e Teheran.

Iran. Visita a sorpresa ieri a Teheran del ministro della Difesa russo, Serghei Shoigu, che ha incontrato il presidente Rohani e gli ha portato un messaggio speciale di Vladimir Putin, di cui non è stato comunicato il contenuto. Shoigu ha anche presentato un rapporto in cui si parla delle prossime misure per il cessate-il-fuoco in Siria e il ripristino della stabilità in
Medio Oriente. Rohani ha ribadito la posizione della Repubblica islamica, sostenendo che la crisi “può essere risolta solo attraverso il negoziato politico e rispettando i diritti del governo e del popolo (siriani, ndr), che stanno prendendo la decisione finale sul loro
futuro”.

Iraq. Gli aerei dell’aviazione militare irachena hanno effettuato alcuni raid contro una postazione dell’Isis nella provincia settentrionale di Ninive. Lo riferisce un comunicato stampa diffuso dalle Forze armate nel quale si precisa che “gli aerei iracheni hanno bombardato un campo di addestramento jihadista in una zona boschiva della provincia di Ninive”.

Germania. La protezione dei confini con la Turchia è una priorità per l’Unione Europea in relazione alla soluzione della crisi dei migranti. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno tedesco, Thomas de Maiziere, alla televisione Ard.

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