Kerry al Senato: la spartizione della Siria è una possibilità

US Secretary of State John Kerry testifies during a Senate Foreign Relations Committee hearing about the budget on Capitol Hill in Washington, DC, February 23, 2016. / AFP / SAUL LOEB (Photo credit should read SAUL LOEB/AFP/Getty Images)

Audizione del segretario di Stato John Kerry alla commissione esteri del Senato Usa a Washington DC, 23 febbraio 2016. SAUL LOEB/AFP/Getty Images)

“Se l’accordo di pace non dovesse funzionare il presidente Obama ha un piano B. A quel punto la spartizione della Siria potrebbe essere la soluzione.” Così il Segretario di Stato americano John Kerry risponde alle domande dei senatori sulla guerra in Siria. Ma come vanno interpretate le sue parole? Un’espediente per sottolineare ancora una volta che l’America non è disposta ad inviare truppe in Medio oriente, neppure di fronte ad una minaccia di disintegrazione? L’ennesimo bluff  per spaventare Turchi e Sauditi e indurli a rispettare la tregua? Un ammonimento ai Russi, interessati a riconsegnare al controllo di Damasco un paese unito? Una reale prospettiva negoziata con le cancellerie delle grandi potenze?

I giornali sauditi registrano a malapena questa dichiarazione, i giudizi, quando ci sono, sono sprezzanti: “gli americani non capiscono di cosa parlano” scrive un columnist di Al Hayat vicino alla famiglia reale. Intanto il ministro degli esteri del regno, a pochi giorni dall’entrata in vigore del cessate il fuoco russo-americano, annuncia che Ryadh si prepara ad inviare missili terra aria ai ribelli, per consentirgli di sfidare la supremazia aerea russa.  Continua a leggere