La tregua regge

siria1Sembra che questa volta tutto sia diverso. La tregua regge. Non è mai successo da quando è iniziato il conflitto siriano. Ovvio che con “i grandi” non si scherza. L’accordo russo-americano ha indicato, di nuovo, che questa guerra civile poteva fermarsi. Bastava essere decisi e avere le idee chiare. Dopo cinque anni, più di trecento mila morti e milioni di profughi, finalmente si intravedono spiragli per una pace duratura. Era ora. Senza essere troppo ottimisti, si può già parlare di un momento storico. Adesso basta aspettare i prossimi giorni. Se la tregua regge davvero, è l’inizio di una nuova tappa che prevede grandi cambiamenti nell’area. L’unica certezza: niente sarà come prima in Medio Oriente

Iraq. Un attacco kamikaze, con tre autobomba, è stato sventato dalle forze della sicurezza irachene nel quartiere di Abu Ghraib, alla periferia di Baghdad. Nello scontro a fuoco con gli attentatori, tutti militanti dell’Isis, sono però rimaste uccise 8 persone tra le unità governative e quelle paramilitari mentre si registrano almeno altri 22 feriti.

Libia. Sono in corso violenti combattimenti tra l’Esercito libico del generale Khalifa Hafar e i miliziani dello Stato islamico (Isis) nei pressi della fabbrica di cemento di Bengasi, nell’est della Libia. Lo ha riferito il colonnello Miloud Zawi, portavoce delle Forze speciali dell’Esercito libico, secondo quanto riferisce il sito web informativo libico «al Wasat».

Israele.  Il premier Benyamin Netanyahu ha accolto con favore la tregua in Siria ma ogni futuro accordo deve tenere conto delle “‘linee rosse’ israeliane”. “Va chiarito – ha spiegato durante la riunione di governo a Gerusalemme – che ogni futura intesa in Siria dovrà includere lo stop dell’aggressione iraniana contro Israele dalla Siria”. “Non tollereremo un secondo fronte terroristico sul Golan. Le linee rosse indicate da Israele restano tali”.

Algeria. Un algerino residente in Belgio, sospettato di aver avuto legami con gli attacchi terroristici a Parigi commessi lo scorso novembre, è stato fermato con un provvedimento di custodia cautelare martedì scorso a Akbou, 75 km a ovest di Bejaia .Lo riporta l’agenzia algerina Aps citando un comunicato della procura della Repubblica presso il Tribunale di Bejaia.

Turchia. Contemporaneamente all’attacco dei terroristi del Daesh contro la città di Tell Abyad, la Turchia ha continuato a bombardare le zone di confine siriane controllate dai curdi, ha riferito il capo della rappresentanza diplomatica curdo-siriana a Mosca Rodi Osman.

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