La fragile tregua e il nuovo corso della diplomazia

hamaLe prime 48 ore del cessate il fuoco sono state “incoraggianti” nonostante le violazioni registrate. Così l’inviato delle Nazioni Unite Staffan De Mistura, che sottolinea in un’intervista come la tregua consentirà “all’Onu di accelerare l’azione umanitaria e porterà ad un’atmosfera più serena per i negoziati diplomatici”. L’Onu è infatti pronta a consegnare aiuti a quasi due milioni di persone nelle zone assediate, nel primo trimestre di quest’anno. A gestire le violazioni sono Mosca e Washington, mentre il palazzo di Vetro fornisce supporto logistico: “Nel centro operativo, che comprende anche una piccola stanza separata per i russi, per i problemi linguistici, verificano la portata degli incidenti, studiano i sistemi d`arma usati, e agiscono a livello diplomatico, con i rispettivi alleati, per contenerne le conseguenze”. Le trattative riprenderanno tra una settimana, per “arrivare a una soluzione politica con una nuova governance, una nuova costituzione ed elezioni entro 18 mesi monitorate dall’Onu”. Intanto Lavrov e Kerry, in un colloquio telefonico, confermano l’importanza del coordinamento militare tra i due Paesi per l’attuazione del cessate il fuoco

Ginevra. Le Nazioni Unite intendono consegnare un carico di aiuti a 154mila siriani nelle aree assediate nei prossimi cinque giorni. Lo ha annunciato Yacoub El Hillo, coordinatore umanitario Onu per la Siria. In attesa dell’approvazione delle parti coinvolte nel conflitto civile, ha detto, l’Onu è pronta a consegnare aiuti a circa 1,7 milioni di persone nelle zone difficili da raggiungere della Siria, nel primo trimestre di quest’anno. Tuttavia, il principale assedio nel Paese, quello di Deir el-Zour dove 200mila persone sono accerchiate, non potrà trarre giovamento dalla tregua perché a tenerlo sono le forze dello Stato islamico, escluse dagli accordi. Il tentativo della scorsa settimana di consegnare aiuti lanciandoli dagli aerei è fallito a causa del vento.

Siria. Nuove violazioni nel terzo giorno di tregua. Sette civili, di cui 4 minori e 3 donne, sono stati uccisi in un bombardamento aereo nell’ovest della provincia di Aleppo. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), precisando che il raid è avvenuto a Jamia al hadi. L’organizzazione non precisa se gli aerei coinvolti siano governativi o russi. Anche forze ribelli hanno compiuto bombardamenti su parti di Aleppo in mano alle forze governative, secondo la stessa fonte. L’organizzazione non
precisa se gli aerei coinvolti siano governativi o russi. Le forze fedeli al regime siriano hanno ripreso il controllo di un’importante via d’accesso ad Aleppo, finora in mano ai jihadisti del sedicente Stato islamico.

Mosca. Confronto sui primi giorni di tregua tra il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il Segretario di Stato Usa John Kerry. In un colloquio telefonico “gli interlocutori hanno scambiato le loro previsioni sull’attuazione del cessate il fuoco in Siria, confermando l’importanza dello stretto coordinamento militare tra i nostri paesi come co-presidenti del Gruppo internazionale di sostegno alla Siria”, ha comunicato il ministero degli Esteri russo in una nota. I capi delle due diplomazie hanno definito “inammissibile” la diffusione sulla stampa di informazioni provocatorie non confermate circa presunte violazioni della tregua.

Iraq. Strage Isis a Baghdad, in uno degli attacchi più sanguinosi degli ultimi mesi: sono almeno 70 i morti in un duplice attentato suicida in un affollato mercato di Sadr City. E il bilancio potrebbe drammaticamente aumentare, si contano infatti oltre 100 feriti, molti in gravi condizioni.

Libia. In Libia l’Isis manda le donne a combattere e le usa anche come kamikaze, a differenza di quanto accade in Iraq e in Siria. E’ quanto hanno riferito fonti locali al Times, che ha sottolineato che “è la prima volta che viene registrato il ricorso di donne combattenti da parte dell’Isis”.

Roma. Un gruppo di 93 profughi siriani, di cui 41 minori, provenienti da campi dell’Unhcr in Libano è giunto questa mattina poco dopo le 7 all’aeroporto di Fiumicino con un volo di linea da Beirut. Si tratta di 24 famiglie provenienti dalle città di Homs, Idlib e Hama che, in ragione della loro condizione di vulnerabilità, hanno ottenuto un visto umanitario a territorialità limitata rilasciato dall’Ambasciata d’Italia in Libano.

Germania. La Grecia, uno dei Paesi più esposti alla crisi, non può essere lasciata scivolare “nel caos” dopo gli sforzi comuni per mantenerla all’interno dell’eurozona. Parole della cancelliera Merkel che per quanto riguarda la Germania, ha aggiunto, non esiste un “Piano B” per una soluzione nazionale alla crisi se l’Europa non riuscirà a raggiungere un accordo con la Turchia per fermare il flusso di migranti e rifugiati, in particolare dalla Siria. Il 7 marzo vertice  tra Unione Europea e Turchia sull’immigrazione.

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