Putin il garante

Russian President Vladimir Putin chairs a Security Council meeting in the Kremlin in Moscow, Russia, Friday, March 4, 2016. (Alexei Nikolsky/Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP)

In Siria la danza la dirige Putin. Quando il presidente russo conferma ai leader di Germania, Francia, Italia e Gran Bretagna che il processo di pace va avanti, allora non ci sono motivi per non crederlo. Ormai tutti s’inchinano alla volontà del Cremlino per risolvere la questione siriana.

Mettendo tutti davanti ai fatti, Putin assicura che la decisione del governo di Damasco di fissare ad aprile le elezioni parlamentari, non ostacola il processo di pace. Sembra che sia la stessa opinione dell’inviato speciale dell’ONU per la Siria. Staffan de Mistura si è detto fiducioso sui colloqui di pace, convocati per il prossimo 9 marzo. Inizialmente erano previsti per il 7 marzo, ma sono stati posticipati perché la tregua fosse consolidata.

L’unico paese che continua a “dare fastidio” ai russi è la Turchia di Erdogan. Mosca torna a puntare il dito contro Ankara accusandola di continuare a fornire armi ai  jihadisti in Siria. Ankara, invece, è cosciente del pericolo che significa una vittoria schiacciante di Mosca. Cambiano gli equilibri a scapito dei turchi, preoccupati per gli sviluppi della zona curda in Siria

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