La riconquista di Palmira

palmiraMentre l’Occidente piange le vittime di Bruxelles e si interroga sulla defaillance dei servizi segreti e della polizia belga, l’Isis perde terreno in Siria, e la riconquista da parte di Damasco di Palmira, punto più occidentale della Via della Seta, assume un forte valore strategico e simbolico. Una vittoria di Assad e del suo “amico” Putin, che rivendicano così di fronte agli Usa e all’Europa il ruolo di alleati credibili ed efficaci nella lotta all’Isis, rafforzando la loro posizione al tavolo di Ginevra e conquistando un punto strategico nella successiva  battaglia per la liberazione di Raqqa e Deir ez-Zour. Quel che è certo, è che l’antica città nel deserto non sarà più soltanto un sito archeologico d’importanza mondiale in cui si intrecciano contaminazioni culturali assire, bizantine e romane, ma anche un luogo che ricorderà l’offensiva del Terrore contro la memoria storica dell’umanità. Intanto, il Pentagono fa sapere che nelle ultime settimane la coalizione internazionale ha ucciso più di 1000 combattenti tra cui 20 leader, come il numero 2 al-Qaduli, il “ministro delle Finanze” del sedicente Stato islamico, mentre l’Isis ha perso il 40 per cento dei territori controllati in Iraq e in Siria

 

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