Isis, il massacro di Deir Ez-zor

FRANCE-BRITAIN-EUROPE-MIGRANTSDuecentottanta civili giustiziati, quattrocento donne e bambini sequestrati, forse per usarli come “scudi umani”. Sono questi i numeri del massacro dell’Isis a Deir Ez-zor, città dell’omonima provincia orientale siriana, ricca di petrolio e confinante con l’Iraq. Una mattanza per punire le famiglie di soldati e miliziani siriani, che combattono per il regime di Bashar al-Assad. Intanto a Kabul si aprono i colloqui per la pace a cui partecipano Afghanistan, Usa, Cina e Pakistan, alla ricerca di un difficile dialogo con i Talebani

Continua a leggere

Nel 2015 l’Isis ha perso il 30% del suo territorio

Belgium searching for two new suspects linked to Paris attacksMentre gli inquirenti belgi ritengono di aver identificato i due uomini che da Bruxelles coordinarono gli attacchi di Parigi, la coalizione a guida americana fa sapere che nell’ultimo anno l’Isis ha perso circa il 30% del territorio che controllava tra Siria ed Iraq. In Europa intanto, sotto la pressione delle centinaia di migliaia di profughi che stanno cercando di raggiungere il Vecchio Continente, scricchiola l’accordo di Schengen e con questo la libera circolazione dei cittadini all’interno dell’Unione. A Bruxelles è in programma oggi un vertice dopo che Svezia e Danimarca, ultime in ordine di tempo, hanno deciso di reintrodurre i controlli alla frontiera. Non scema, infine, la tensione tra Iran ed Arabia Saudita scatenata dall’esecuzione dello sceicco sciita Nimr al Nimr con Teheran che ha vietato i pellegrinaggi a La Mecca.

Continua a leggere

Stabilizzare la Libia per fermare l’avanzata dell’Isis

LibiaDiplomazia al lavoro a Roma per trovare un accordo sulla Libia che dia impulso alla nascita di un governo di unità nazionale che faccia fronte all’avanzata dell’Isis. I ministri degli Esteri guardano al 16 dicembre, quando è prevista la firma dell’accordo tra i governi di Tripoli e Tobruk. Intanto in Siria e Iraq continuano i raid della coalizione anti Isis, anche se fonti francesi ammettono le difficoltà di colpire Raqqa, roccaforte dei jihadisti.  I rifugiati yazidi ritornano lentamente a Sinjar, la città irachena riconquistata a metà novembre. In Europa resta alta l’allerta terrorismo. “Ci saranno altri arresti” ha detto il procuratore di Ginevra, dove ieri sono stati arrestati due siriani.

Continua a leggere