L’eterna insurrezione irachena

(STRINGER/AFP/Getty Images)

Le forze dell’Isis scacciate da Ramadi e da altri centri iracheni non scompaiono ma entrano in clandestinità. Il rischio è che alimentino una nuova ondata di attentati terroristici che riporti il paese agli anni peggiori dell’insurrezione contro la presenza occidentale, in un groviglio reso ancora più velenoso dal conflitto tra sciiti e sunniti, tra Iran e Arabia Saudita, che proprio in Iraq può trovare un fertile terreno di gioco. Intanto nei corridoi dei palazzi di Baghdad è in corso un braccio di ferro perché non a tutti piace l’assegnazione dell’appalto per riparare la diga di Mosul ad una ditta italiana. In Siria le forze curde hanno ormai pieno controllo delle principali vie di accesso nel paese dalla frontiera turca. A sud di Damasco, un convoglio umanitario è in viaggio per salvare dalla morte per fame la città assediata di Madaya. Continua a leggere

Militari USA: I Russi in Siria stanno vincendo

Vladimir PutinNumerosi alti ufficiali ed analisti militari americani intervistati dalla Reuters riconoscono che la strategia russa in Siria sta pagando. Secondo fonti del Pentagono che hanno chiesto di restare anonime Putin è riuscito a consolidare la posizione di Assad pagando costi relativamente bassi. Intanto le truppe irachene riconquistano Ramadi. Hanno trovato la strada spianata dai bombardamenti americani e sono state coperte da uno stormo di droni  hi-tech  in grado di individuare ed eliminare qualsiasi cecchino in agguato.  E’ la nuova strategia per i conflitti in ambiente urbano? Quante sono le vittime civili? Domande per ora senza risposta. Quel che appare ormai plausibile è che, nonostante gli scontri verbali, Americani e Russi stiano in effetti collaborando ad una sorta di divisione dei compiti per stabilizzare il Medio Oriente, Putin in Siria ed Obama in Iraq al fine di eliminare la minaccia rappresentata dall’Isis. Continua a leggere

Milizie curde e forze arabe alleate contro l’Isis

(Lapresse)

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In questa fase tutti i protagonisti giocano le carte che hanno per arrivare al tavolo di pace da posizioni di forza.  Il responsabile ONU De Mistura, ha fissato la data del 25 gennaio per l’inizio del negoziato a Ginevra. Ma non è ancora chiaro chi sarà alla fine ammesso a quel tavolo.  Ieri la morte di un potente capo ribelle, Zahran Alloush, probabilmente ucciso in un raid russo, ha portato alla sospensione di una tregua negoziata proprio dall’ONU nella periferia di Damasco. I militanti islamisti avrebbero dovuto lasciare la zona di Damasco e il campo profughi palestinesi di Yarmouk dove erano asserragliati, per raggiungere i territori controllati dall’ISIS. Una operazione ambiziosa che mirava, tra l’altro, a separare i militanti Sunniti che si oppongono ad Assad dagli elementi più radicali in una vasta area attorno alla capitale.

E mentre l’appoggio russo sta restituendo ad Assad un ruolo che sembrava perduto, tanto in Iraq quanto in Siria l’Isis sta subendo l’offensiva di una inedita alleanza tra forze curde e combattenti arabi.

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Il destino di Assad?

AssadLa risoluzione Onu sulla Siria non chiarisce il destino del presidente Bashar Al Assad. Aspetto questo che spinge il capo della coalizione nazionale (uno dei principali cartelli dell’opposizione siriana) Khaled Khoja a definire il documento irrealistico. Su Assad “le posizioni sono diverse” afferma l’Alto rappresentante Mogherini. Intanto la Turchia continua a muovere forze militari nella provincia di Ninive, nell’Iraq settentrionale.

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Siria, via libera alla risoluzione per l’inizio dei negoziati di pace

U.N. Special Envoy for Syria Staffan de Mistura, right, shows a copy of a Security Council resolution concerning Syria, during a press conference with Russian Foreign Minister Sergey Lavrov, left, and U.S. Secretary of State John Kerry, center, Friday, Dec. 18, 2015 at U.N. headquarters. The resolution was approved on vote during a meeting in the U.N. Security Council of foreign ministers. (AP Photo/Bebeto Matthews)

Dopo quasi cinque anni di guerra civile in Siria, per la prima volta l’Onu ha approvato all’unanimità una risoluzione sul cessate il fuoco e sull’avvio di un processo di pace. Un successo del segretario di Stato Kerry, ma la strada per attuare l’accordo raggiunto sulla carta è ancora in salita e sul futuro di Assad restano le divergenze tra Occidente e Russia. Resta aperto anche l’interrogativo su se e quali gruppi di ribelli prenderanno parte ai colloqui il mese prossimo, senza avere la garanzia dell’uscita di Assad, e su quali debbano essere considerati terroristici e quindi esclusi dalle trattative, tema su cui insiste Mosca

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Kerry a Mosca. Usa e Russia cercano un terreno comune in Siria

E’ in forse la conferenza di New York, la terza sul futuro della Siria. Dovrebbe tenersi venerdì ma le divisioni tra le grandi potenze non fanno ben sperare. Il segretario di stato Kerry è a Mosca per trovare un accordo almeno parziale con Putin che gli consenta di mettere qualcosa di concreto sul tavolo. E sul tavolo dell’Europa oggi c’è la proposta bomba di creare una polizia di frontiera e un corpo di guardia costiera unico per l’area di Schengen. Se venisse approvata sarebbe una cessione di sovranità di portata immensa.   L’Isis intanto continua a dimostrare una eccellente capacità organizzativa e si procura enormi finanziamenti con meccanismi che vanno dall’estorsione, come le moderne mafie, alla zakat la “decima” islamica, che risale al medioevo, dal saccheggio alla vendita a prezzi agevolati dei beni frutto di scorrerie. Continua a leggere

La Russia rilancia sul tavolo libico, gli USA vogliono ‘finire il lavoro’ a Ramadi

lavrovLavrov arriva a Roma accompagnato dalla notizia, guarda caso diffusa da Teheran, della presenza di al Baghdadi a Sirte. Russia disponibile a parlare di stabilizzazione libica con l’Italia. Se Roma si unisse alle correnti che a Parigi chiedono la fine delle sanzioni europee contro la Russia…
Intanto Russia, Stati Uniti e Nazioni  unite avviano a Ginevra, domani, colloqui a tre sulla Siria. Mosca accentua la pressione militare contro i ribelli, in Siria arrivano i carroarmati hi tech T-90. Washington pronta a inviare elicotteri Apache per ‘finire il lavoro’ delle forze irachene a Ramadi, ancora nelle mani dell’Isis  

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Stato Islamico, 30mila foreign fighters e 80milioni di dollari di entrate al mese

Isis: Mosca, Erdogan è coinvolto in traffico petrolioL’Isis può contare su entrate mensili per 80 milioni di dollari, rendita che arriva in gran parte da tassazioni e vendite di petrolio e gas, mentre il numero dei foreign fighters nelle sue fila è quasi triplicato negli ultimi 18 mesi. E’ quanto si afferma nei rapporti di due autorevoli centri studi americani, mentre Amnesty International sottolinea che il ‘Califfato’ ha nel suo arsenale armi provenienti da 25 Paesi.

 

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Assad: raid britannici in Siria diffondono cancro terrorismo

AssadIl presidente siriano Bashar al Assad definisce “illegale” l’intervento del Regno Unito contro le postazioni Isis in Siria: servirà solo a diffondere il “cancro” del terrorismo. I colloqui sulla Siria proseguiranno questo mese a New York. L’Iran tuona: il futuro di Bashar al-Assad potrà essere deciso soltanto dal popolo siriano. Il segretario della Nato Stoltenberg: affiancare intervento
militare, blocco dei flussi finanziari e attività politica. Renzi sui raid in Siria: “Non inseguo le bombe degli altri”. Il governo iracheno chiede il ritiro delle truppe turche entrate nel suo territorio nella zona di Mosul. Isis rivendica attentato in Yemen dove  ucciso il governatore di Aden. Attesa per il discorso di Obama alla nazione

 

 

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