Sì di Damasco a trattare con l’opposizione

Walid Muallem (Gettymages)Per la prima volta Damasco si dice pronta a negoziare per una transizione politica in Siria. Pochi giorni dopo l’accordo all’unanimità del Consiglio di Sicurezza, dalla Cina il ministro degli esteri siriano, Walid Mouallem, ha confermato la partecipazione del regime “a condizione che non ci siano interferenze straniere”. Ovvio che questa dichiarazione è per il consumo interno. La guerra siriana è da molto tempo, se non dall’inizio, la sintesi di tutte le interferenze possibili da parte delle potenze regionali e internazionali. A questo livello, non si può pensare che siano il regime di Damasco e la frammentata opposizione siriana a indicare la via d’uscita dal conflitto. Anzi, al contrario di quello che il ministro desidera, l’unica speranza rimasta per chiudere cinque anni di guerra è esattamente una decisa e risoluta “interferenza straniera”. Continua a leggere

La soluzione cinese per la Siria

Wang Yi

Il governo cinese si è offerto di ospitare rappresentanti del governo siriano e dell’opposizione per cercare una “soluzione politica” al conflitto . L’inviato Onu de Mistura spiega la road map Onu per Damasco “governo inclusivo, tregua, costituzione, elezioni entro 18 mesi”. Il ministro della difesa francese oggi è a Mosca per discutere delle operazioni in Siria, mentre Human Right Watch denuncia l’uso di bombe a grappolo da parte russa e siriana contro i ribelli. Deputati britannici chiedono che l’uccisione delle minoranze venga considerata genocidio. L’Isis nella campagna per le presidenziali Usa.

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