La lista dell’Isis

IsisIndirizzi, numeri di telefono, legami personali. Più di 22.000 nomi, per il 70 per cento arabi, ma anche americani, francesi, tedeschi e inglesi. Una lista consegnata da un ex membro dello Stato Islamico, che avrebbe abbandonato il gruppo jihadista, all’emittente britannica Sky News. Questionari, 23 domande per i potenziali tagliagole, che comprenderebbero quesiti sul gruppo sanguigno, sul “livello di comprensione della sharia”. Tra queste anche la possibilità di scegliere se si
preferisce essere usati come attentatori suicidi, soldati o in un altro ruolo. Si chiede inoltre di fornire i dettagli di qualsiasi “esperienza jihadista fatta in precedenza”.
A sottrarre i file in una pennetta elettronica al capo della sicurezza interna del Califfato sarebbe stato un “pentito” dell’Isis, un ex miliziano anti Assad. Secondo il “pentito”, il sedicente Stato Islamico avrebbe abbandonato il suo quartier generale a Raqqa e si starebbe spostando verso il deserto. Sul tema dell’emergenza migranti, mentre la Merkel invoca ancora una volta il supporto di Ankara, personaggi politici di area conservatrice, come l’ex presidente Sarkozy e il leader Csu Manfred Weber, criticano la “resa” dell’Ue alla Turchia lunedì scorso a Bruxelles, e puntano il dito in particolare sull’accelerazione dell’abolizione del visto per i turchi che viaggiano nell’area Schengen. Un accordo così ambizioso che in molti ritengono impossibile da attuare

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La fragile tregua e il nuovo corso della diplomazia

hamaLe prime 48 ore del cessate il fuoco sono state “incoraggianti” nonostante le violazioni registrate. Così l’inviato delle Nazioni Unite Staffan De Mistura, che sottolinea in un’intervista come la tregua consentirà “all’Onu di accelerare l’azione umanitaria e porterà ad un’atmosfera più serena per i negoziati diplomatici”. L’Onu è infatti pronta a consegnare aiuti a quasi due milioni di persone nelle zone assediate, nel primo trimestre di quest’anno. A gestire le violazioni sono Mosca e Washington, mentre il palazzo di Vetro fornisce supporto logistico: “Nel centro operativo, che comprende anche una piccola stanza separata per i russi, per i problemi linguistici, verificano la portata degli incidenti, studiano i sistemi d`arma usati, e agiscono a livello diplomatico, con i rispettivi alleati, per contenerne le conseguenze”. Le trattative riprenderanno tra una settimana, per “arrivare a una soluzione politica con una nuova governance, una nuova costituzione ed elezioni entro 18 mesi monitorate dall’Onu”. Intanto Lavrov e Kerry, in un colloquio telefonico, confermano l’importanza del coordinamento militare tra i due Paesi per l’attuazione del cessate il fuoco

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Tutti contro tutti in Siria

Gli accordi di Monaco, per un cessate il fuoco in Siria a partire dalla prossima settimana, stanno producendo il risultato opposto. Tutte le fazioni in campo ed i loro protettori internazionali stanno cercando di guadagnare terreno prima dell’inizio di una tregua sempre più fragile. Le truppe di Assad aiutate dai caccia russi hanno riconquistato il villaggio di Al-Tamoura. Per il secondo giorno di seguito l’esercito turco ha ripreso i bombardamenti contro i combattenti curdi dell’YPG in Siria e le basi del PKK nel nord dell’Irak. L’Arabia Saudita invia i propri caccia nella base Turca di Incirlik e minaccia di inviare truppe di terra in Siria assieme alla Turchia. Federica Mogherini ammette le difficoltà per il cessate il fuoco ma ritiene possibile un intervento umanitario internazionale

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Isis, il massacro di Deir Ez-zor

FRANCE-BRITAIN-EUROPE-MIGRANTSDuecentottanta civili giustiziati, quattrocento donne e bambini sequestrati, forse per usarli come “scudi umani”. Sono questi i numeri del massacro dell’Isis a Deir Ez-zor, città dell’omonima provincia orientale siriana, ricca di petrolio e confinante con l’Iraq. Una mattanza per punire le famiglie di soldati e miliziani siriani, che combattono per il regime di Bashar al-Assad. Intanto a Kabul si aprono i colloqui per la pace a cui partecipano Afghanistan, Usa, Cina e Pakistan, alla ricerca di un difficile dialogo con i Talebani

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Nel 2015 l’Isis ha perso il 30% del suo territorio

Belgium searching for two new suspects linked to Paris attacksMentre gli inquirenti belgi ritengono di aver identificato i due uomini che da Bruxelles coordinarono gli attacchi di Parigi, la coalizione a guida americana fa sapere che nell’ultimo anno l’Isis ha perso circa il 30% del territorio che controllava tra Siria ed Iraq. In Europa intanto, sotto la pressione delle centinaia di migliaia di profughi che stanno cercando di raggiungere il Vecchio Continente, scricchiola l’accordo di Schengen e con questo la libera circolazione dei cittadini all’interno dell’Unione. A Bruxelles è in programma oggi un vertice dopo che Svezia e Danimarca, ultime in ordine di tempo, hanno deciso di reintrodurre i controlli alla frontiera. Non scema, infine, la tensione tra Iran ed Arabia Saudita scatenata dall’esecuzione dello sceicco sciita Nimr al Nimr con Teheran che ha vietato i pellegrinaggi a La Mecca.

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Bombe a est di Damasco, mentre Ankara ritira le truppe da Mosul

Mideast SyriaAlmeno 45 civili, tra cui 10 bambini e quattro donne, sono morti nel bombardamento dei bastioni dei ribelli attorno a Damasco. E mentre è attesa per mercoledì, dopo la Conferenza di Roma, la firma dell’accordo per il governo di unità nazionale in Libia, l’inviato Onu Kobkler cerca di allargare il consenso. Siria, Mosca avverte: no a negoziati con le opposizioni legate a Riad. La Turchia ritira parte delle truppe stanziate a Mosul, mentre resta alta la tensione tra Mosca e Ankara. Un deputato turco accusa il governo del suo Paese di aver fornito all’Isis il materiale per produrre il sarin. Al Pentagono Obama presiede oggi la riunione del Consiglio di sicurezza nazionale per contrastare l’Isis

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Un migliaio di soldati turchi nella regione irachena di Mosul

IRAQ-CONFLICT-KURDS-PESHMERGATruppe turche schierate vicino a Mosul (Iraq). Il capo di stato maggiore della Difesa smentisce la presenza di soldati italiani in Libia. Il parlamento tedesco ha approvato la missione militare contro l’Isis. Usa e Russia verso un accordo su risoluzione del Consiglio di sicurezza per colpire le finanze dell’Isis. Il rischio di “terrorismo diffuso” diventa realtà dopo la strage di San Bernardino.  L’ex moglie di Al Baghdadi, che non vede il marito da sette anni, afferma di non riconoscerlo più

 

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Putin chiama all’unità contro l’Isis

Vladimir PutinPer il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk non ci sono dubbi: i russi sono in Siria non per sconfiggere il terrorismo dell’Isis ma per proteggere Assad dall’opposizione. Putin chiama all’unità contro l’autoproclamato Stato Islamico e a una coalizione allargata e forte sotto l’egida delle Nazioni Unite. La Gran Bretagna, coinvolta nei raid aerei in Siria, è ufficialmente nel mirino dell’Isis. I britannici si aggiungono ai 13 paesi che operano già in Siria con aerei militari, tutti senza un comando congiunto, senza obiettivi comuni, senza un canale di comunicazione tecnico e in alcuni casi in aperta ostilità reciproca

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Corbyn ai laburisti: sulla guerra libertà di coscienza

Il Regno unito ad un passo dalla guerra. Il leader laburista Corbyn ha dato ai suoi libertà di coscienza in vista del voto di domani in parlamento.  Secondo il daily mail 6 cacciabombardieri sono già in volo verso la base di Cipro. Anche il governo tedesco approva missione militare di Berlino, che però non parteciperà direttamente ad azioni contro l’Isis. La coalizione anti Isis in Iraq ha distribuito volantini a Ramadi chiedendo alla popolazione di mettersi in salvo in vista dell’attacco imminente. L’Italia prende molto sul serio il rischio che pezzi importanti dell’organizzazione del califfato si rifugino in Libia, dice il ministro Pinotti.

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Obama e Putin 30 minuti faccia a faccia a Parigi

 

siria aereo militare russo

Incontro bilaterale di 30 minuti tra Putin ed Obama a Parigi. “Si alla soluzione politica ma Assad se ne deve andare”, dice a Putin il presidente americano. In Europa invece oltre alla Francia anche la Germania ipotizza di coinvolgere le truppe di Assad nella lotta all’Isis. Aereo russo abbattuto: la Turchia non si scusa mentre Israele rivela che aerei russi sconfinano frequentemente nello spazio aereo dello stato ebraico, “non per questo li abbattiamo” dice il ministro della difesa. Secondo il Guardian truppe USA combattono da mesi a fianco dei Peshmerga nel nord dell’Iraq anche se il pentagono nega.  Continua a leggere