Dopo Ramadi, Mosul. Dieci leader Isis uccisi a dicembre

Iraq, Ramadi, Al-Abadi

Iraq, Ramadi, Al-Abadi

Dopo aver issato la bandiera irachena su Ramadi ora si punta a riconquistare Mosul. Nella Sinjar liberata, intanto, tensioni tra le varie fazioni curde. Il portavoce della coalizione anti Isis, l’americano Steve Warren, fa sapere che nel mese di dicembre sarebbero stati uccisi dieci capi del sedicente Califfato. Tra questi anche Souleyman, legato agli attentati di Parigi. Frizioni tra Iran e Stati Uniti in seguito ad un incidente nello stretto di Hormutz, passaggio cruciale per le navi militari impegnate nella lotta all’Isis. Attentato in Dagestan, epicentro della rivolta islamica in Russia. Dalla regione sono partiti circa 3 mila soldati per unirsi all’Isis. Arrestati in Turchia due kamikaze, volevano colpire Ankara a Capodanno.

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Assad: raid britannici in Siria diffondono cancro terrorismo

AssadIl presidente siriano Bashar al Assad definisce “illegale” l’intervento del Regno Unito contro le postazioni Isis in Siria: servirà solo a diffondere il “cancro” del terrorismo. I colloqui sulla Siria proseguiranno questo mese a New York. L’Iran tuona: il futuro di Bashar al-Assad potrà essere deciso soltanto dal popolo siriano. Il segretario della Nato Stoltenberg: affiancare intervento
militare, blocco dei flussi finanziari e attività politica. Renzi sui raid in Siria: “Non inseguo le bombe degli altri”. Il governo iracheno chiede il ritiro delle truppe turche entrate nel suo territorio nella zona di Mosul. Isis rivendica attentato in Yemen dove  ucciso il governatore di Aden. Attesa per il discorso di Obama alla nazione

 

 

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Putin chiama all’unità contro l’Isis

Vladimir PutinPer il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk non ci sono dubbi: i russi sono in Siria non per sconfiggere il terrorismo dell’Isis ma per proteggere Assad dall’opposizione. Putin chiama all’unità contro l’autoproclamato Stato Islamico e a una coalizione allargata e forte sotto l’egida delle Nazioni Unite. La Gran Bretagna, coinvolta nei raid aerei in Siria, è ufficialmente nel mirino dell’Isis. I britannici si aggiungono ai 13 paesi che operano già in Siria con aerei militari, tutti senza un comando congiunto, senza obiettivi comuni, senza un canale di comunicazione tecnico e in alcuni casi in aperta ostilità reciproca

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