Ginevra, Governo Damasco pronto a partecipare ma alle sue condizioni

Walid al-Moallem, Staffan de MisturaLa Siria è pronta a partecipare ai colloqui di pace di Ginevra, ma pone le sue condizioni: conoscere le liste dei gruppi di opposizione che siederanno al tavolo previsto per il 25 gennaio. Intanto restano accesi i toni tra Iran e Arabia Saudita, dopo che Ryad ha annunciato nuove “misure” verso Teheran, che da parte sua ha invitato il regno a “seguire la via della ragione”. E oggi i ministri degli Esteri della Lega Araba si incontreranno al Cairo per discutere della crisi diplomatica tra i due Paesi. Continua il caos in Libia, aggravato dall’attacco alla principale centrale elettrica di Bengasi, e arriva la notizia dell’uccisione in Iraq di uno dei vice di Al-Baghdadi, al-Obeidi

 

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Sì di Damasco a trattare con l’opposizione

Walid Muallem (Gettymages)Per la prima volta Damasco si dice pronta a negoziare per una transizione politica in Siria. Pochi giorni dopo l’accordo all’unanimità del Consiglio di Sicurezza, dalla Cina il ministro degli esteri siriano, Walid Mouallem, ha confermato la partecipazione del regime “a condizione che non ci siano interferenze straniere”. Ovvio che questa dichiarazione è per il consumo interno. La guerra siriana è da molto tempo, se non dall’inizio, la sintesi di tutte le interferenze possibili da parte delle potenze regionali e internazionali. A questo livello, non si può pensare che siano il regime di Damasco e la frammentata opposizione siriana a indicare la via d’uscita dal conflitto. Anzi, al contrario di quello che il ministro desidera, l’unica speranza rimasta per chiudere cinque anni di guerra è esattamente una decisa e risoluta “interferenza straniera”. Continua a leggere

Siria, via libera alla risoluzione per l’inizio dei negoziati di pace

U.N. Special Envoy for Syria Staffan de Mistura, right, shows a copy of a Security Council resolution concerning Syria, during a press conference with Russian Foreign Minister Sergey Lavrov, left, and U.S. Secretary of State John Kerry, center, Friday, Dec. 18, 2015 at U.N. headquarters. The resolution was approved on vote during a meeting in the U.N. Security Council of foreign ministers. (AP Photo/Bebeto Matthews)

Dopo quasi cinque anni di guerra civile in Siria, per la prima volta l’Onu ha approvato all’unanimità una risoluzione sul cessate il fuoco e sull’avvio di un processo di pace. Un successo del segretario di Stato Kerry, ma la strada per attuare l’accordo raggiunto sulla carta è ancora in salita e sul futuro di Assad restano le divergenze tra Occidente e Russia. Resta aperto anche l’interrogativo su se e quali gruppi di ribelli prenderanno parte ai colloqui il mese prossimo, senza avere la garanzia dell’uscita di Assad, e su quali debbano essere considerati terroristici e quindi esclusi dalle trattative, tema su cui insiste Mosca

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Bruxelles, blitz vietati tra le 23 e le 5. Così Salah è riuscito a fuggire

Mentre in Marocco è il giorno della firma dell’intesa per un governo d’unità in Libia, dal Belgio arriva una notizia clamorosa: Salah Abdeslam, il terrorista protagonista degli attentati a Parigi del 13 novembre, ha evitato la cattura per una singolare legge in vigore in Belgio. “Non siamo riusciti ad arrestarlo anche perché il codice penale vieta le perquisizioni notturne”, ha detto il ministro della Giustizia belga. Intanto nel Mediterraneo continua la strage dei migranti: ieri al largo delle coste turche e greche recuperati i corpi di altri 6 bambini annegati

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Bombe a est di Damasco, mentre Ankara ritira le truppe da Mosul

Mideast SyriaAlmeno 45 civili, tra cui 10 bambini e quattro donne, sono morti nel bombardamento dei bastioni dei ribelli attorno a Damasco. E mentre è attesa per mercoledì, dopo la Conferenza di Roma, la firma dell’accordo per il governo di unità nazionale in Libia, l’inviato Onu Kobkler cerca di allargare il consenso. Siria, Mosca avverte: no a negoziati con le opposizioni legate a Riad. La Turchia ritira parte delle truppe stanziate a Mosul, mentre resta alta la tensione tra Mosca e Ankara. Un deputato turco accusa il governo del suo Paese di aver fornito all’Isis il materiale per produrre il sarin. Al Pentagono Obama presiede oggi la riunione del Consiglio di sicurezza nazionale per contrastare l’Isis

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Stabilizzare la Libia per fermare l’avanzata dell’Isis

LibiaDiplomazia al lavoro a Roma per trovare un accordo sulla Libia che dia impulso alla nascita di un governo di unità nazionale che faccia fronte all’avanzata dell’Isis. I ministri degli Esteri guardano al 16 dicembre, quando è prevista la firma dell’accordo tra i governi di Tripoli e Tobruk. Intanto in Siria e Iraq continuano i raid della coalizione anti Isis, anche se fonti francesi ammettono le difficoltà di colpire Raqqa, roccaforte dei jihadisti.  I rifugiati yazidi ritornano lentamente a Sinjar, la città irachena riconquistata a metà novembre. In Europa resta alta l’allerta terrorismo. “Ci saranno altri arresti” ha detto il procuratore di Ginevra, dove ieri sono stati arrestati due siriani.

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Libia verso l’accordo tra i parlamenti di Tobruk e Tripoli, ma intanto i jihadisti prendono Sabrata

LE BANDIERE NERE DELL'ISIS A SABRATA, ALLARME IN LIBIA LE MERAVIGLIE UNESCO

In Libia, dove secondo alcune informazioni si troverebbe il Califfo al-Baghdadi e dove i jihadisti hanno preso l’antica città di Sabrata, si lavora per un accordo che riunisca le due principali fazioni in lotta, accordo che dovrebbe essere siglato già il prossimo 16 dicembre. Nelle stesse ore il ministro degli esteri russo Lavrov ha incontrato a Roma il suo omologo italiano Gentiloni promettendo: “Insieme all’Italia per intensificare gli sforzi contro l’Isis”. Intanto il governo iracheno ha portato la questione dei militari turchi presenti sul suo territorio al Palazzo di Vetro chiedendo l’intervento delle Nazioni Unite.

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Stato Islamico, 30mila foreign fighters e 80milioni di dollari di entrate al mese

Isis: Mosca, Erdogan è coinvolto in traffico petrolioL’Isis può contare su entrate mensili per 80 milioni di dollari, rendita che arriva in gran parte da tassazioni e vendite di petrolio e gas, mentre il numero dei foreign fighters nelle sue fila è quasi triplicato negli ultimi 18 mesi. E’ quanto si afferma nei rapporti di due autorevoli centri studi americani, mentre Amnesty International sottolinea che il ‘Califfato’ ha nel suo arsenale armi provenienti da 25 Paesi.

 

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Un migliaio di soldati turchi nella regione irachena di Mosul

IRAQ-CONFLICT-KURDS-PESHMERGATruppe turche schierate vicino a Mosul (Iraq). Il capo di stato maggiore della Difesa smentisce la presenza di soldati italiani in Libia. Il parlamento tedesco ha approvato la missione militare contro l’Isis. Usa e Russia verso un accordo su risoluzione del Consiglio di sicurezza per colpire le finanze dell’Isis. Il rischio di “terrorismo diffuso” diventa realtà dopo la strage di San Bernardino.  L’ex moglie di Al Baghdadi, che non vede il marito da sette anni, afferma di non riconoscerlo più

 

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