La riconquista di Palmira

palmiraMentre l’Occidente piange le vittime di Bruxelles e si interroga sulla defaillance dei servizi segreti e della polizia belga, l’Isis perde terreno in Siria, e la riconquista da parte di Damasco di Palmira, punto più occidentale della Via della Seta, assume un forte valore strategico e simbolico. Una vittoria di Assad e del suo “amico” Putin, che rivendicano così di fronte agli Usa e all’Europa il ruolo di alleati credibili ed efficaci nella lotta all’Isis, rafforzando la loro posizione al tavolo di Ginevra e conquistando un punto strategico nella successiva  battaglia per la liberazione di Raqqa e Deir ez-Zour. Quel che è certo, è che l’antica città nel deserto non sarà più soltanto un sito archeologico d’importanza mondiale in cui si intrecciano contaminazioni culturali assire, bizantine e romane, ma anche un luogo che ricorderà l’offensiva del Terrore contro la memoria storica dell’umanità. Intanto, il Pentagono fa sapere che nelle ultime settimane la coalizione internazionale ha ucciso più di 1000 combattenti tra cui 20 leader, come il numero 2 al-Qaduli, il “ministro delle Finanze” del sedicente Stato islamico, mentre l’Isis ha perso il 40 per cento dei territori controllati in Iraq e in Siria

 

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L’importanza di riprendere Ramadi

La bandiera irachena sventola nel centro di Ramadi

La bandiera irachena è tornata a sventolare nel centro di Ramadi, ma gli scontri continuano e i miliziani dell’Isis controllano ancora il trenta per cento della città. Ora Baghdad punta a riconquistare Hit, Falluja e Mosul. Per il premier Al Abadi il 2016 “sarà l’anno della sconfitta definitiva dell’Isis”. La “coalizione islamica” al centro dei colloqui tra il presidente turco Erdogan e il re dell’Arabia Saudita. Gli Usa accusano la Russia: un errore il raid che ha ucciso il capo dei ribelli siriani Zahran Alloush. L’arco del tempio di Bel a Palmira “sorgerà” a Trafalgar Square

 

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