La lista dell’Isis

IsisIndirizzi, numeri di telefono, legami personali. Più di 22.000 nomi, per il 70 per cento arabi, ma anche americani, francesi, tedeschi e inglesi. Una lista consegnata da un ex membro dello Stato Islamico, che avrebbe abbandonato il gruppo jihadista, all’emittente britannica Sky News. Questionari, 23 domande per i potenziali tagliagole, che comprenderebbero quesiti sul gruppo sanguigno, sul “livello di comprensione della sharia”. Tra queste anche la possibilità di scegliere se si
preferisce essere usati come attentatori suicidi, soldati o in un altro ruolo. Si chiede inoltre di fornire i dettagli di qualsiasi “esperienza jihadista fatta in precedenza”.
A sottrarre i file in una pennetta elettronica al capo della sicurezza interna del Califfato sarebbe stato un “pentito” dell’Isis, un ex miliziano anti Assad. Secondo il “pentito”, il sedicente Stato Islamico avrebbe abbandonato il suo quartier generale a Raqqa e si starebbe spostando verso il deserto. Sul tema dell’emergenza migranti, mentre la Merkel invoca ancora una volta il supporto di Ankara, personaggi politici di area conservatrice, come l’ex presidente Sarkozy e il leader Csu Manfred Weber, criticano la “resa” dell’Ue alla Turchia lunedì scorso a Bruxelles, e puntano il dito in particolare sull’accelerazione dell’abolizione del visto per i turchi che viaggiano nell’area Schengen. Un accordo così ambizioso che in molti ritengono impossibile da attuare

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Entrano a Damasco i primi convogli umanitari. Kerry ad Assad: stop a ostruzionismo

SYRIA-CONFLICT-AIDUn segnale di speranza. Questo arriva dal terreno in Siria, dove da sabato è entrata in vigore la tregua. A sottolinearlo sono stati a Washington il segretario di stato americano John Kerry ed il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier. Kerry ha sottolineato che l’America e la Russia stanno verificando se ci siano effettivamente state violazioni della tregua o se gli obiettivi dei raid siano stati i terroristi dell’Isis e di al-Nusra, esclusi dal cessate il fuoco. Intanto sono arrivati in un sobborgo di Damasco i primi convogli di aiuti delle Nazioni Unite alle città sotto assedio portando viveri e medicine a oltre 100mila persone. “Molti di questi aiuti  – ha detto Kerry – potrebbero arrivare più velocemente”, e ha accusato il presidente siriano Assad di ostruzionismo esortandolo a non impedire la distribuzione dei soccorsi e a mostrare “una certa misura di decenza, se possibile”. E mentre gli Stati Uniti annunciano di voler rafforzare il sostegno militare all’Iraq per la riconquista di Mosul, l’Isis giustizia otto foreign fighters olandesi, colpevoli di diserzione e ammutinamento. Un segnale di crisi all’interno?

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Appuntamento al buio a Ginevra

GettyImages-506696262 (1)E’ una strana danza, scrive il New York Times, quella che la comunità internazionale si appresta a celebrare a Ginevra. Nessuno sa chi sono i convitati al tavolo di pace per la Siria, e neppure se siederanno insieme o in stanze separate. L’opposizione ad Assad teme che le sarà servita “una coppa di veleno” in nome della stabilità futura dell’area e si sente tradita dagli Stati Uniti che non chiedono più che Assad si faccia da parte Continua a leggere

L’Isis lancia un avvertimento ad Erdogan

ISTANBUL, TURKEY - JANUARY 12: Turkish police secure the area after an explosion in the central Istanbul Sultanahmet district on January 12, 2016 in Istanbul, Turkey. At least 10 people have been killed and 15 wounded in a suicide bombing near tourists in the central Istanbul historic Sultanahmet district, which is home to world-famous monuments including the Blue Mosque and the Hagia Sophia. Turkish President Erdogan has stated that the suicide bomber was of Syrian origin. (Photo by Can Erok/Getty Images)

Photo by Can Erok/Getty Images

La bomba esplosa nel cuore turistico di Istanbul potrebbe essere un avvertimento al presidente turco Erdogan che si appresta a controllare con ingenti forze la linea di frontiera tra il suo paese e la Siria, in un’area ormai controllata da forze curde. La situazione sul terreno costringe la Turchia ad uscire dall’ambiguità e a prendere posizione contro un Isis indebolito e in crisi. In Siria come in Iraq lo Stato Islamico reagisce alle sconfitte territoriali ricorrendo alla vecchia tattica del terrorismo suicida. In Siria come in Iraq i Curdi approfittano del vuoto lasciato dai Jihadisti in crescente difficoltà per affermare al propria autonomia. In Iraq, tra la regione autonoma del Kurdistan ed il resto del paese sta sorgendo una frontiera fortificata che potrebbe preludere ad una vera e propria secessione.

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Putin chiama all’unità contro l’Isis

Vladimir PutinPer il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk non ci sono dubbi: i russi sono in Siria non per sconfiggere il terrorismo dell’Isis ma per proteggere Assad dall’opposizione. Putin chiama all’unità contro l’autoproclamato Stato Islamico e a una coalizione allargata e forte sotto l’egida delle Nazioni Unite. La Gran Bretagna, coinvolta nei raid aerei in Siria, è ufficialmente nel mirino dell’Isis. I britannici si aggiungono ai 13 paesi che operano già in Siria con aerei militari, tutti senza un comando congiunto, senza obiettivi comuni, senza un canale di comunicazione tecnico e in alcuni casi in aperta ostilità reciproca

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Segretario alla difesa Usa: in Iraq combatteranno forze speciali

Si annuncia acceso il lungo dibattito previsto oggi alla Camera dei Comuni britannica per decidere sull’intervento militare in Siria, dopo che il premier Cameron ha accusato il leader Labour Corbyn, contrario ai raid, di simpatizzare con i terroristi. Intanto sul Times l’ambasciatore saudita definisce un insulto l’accusa, rivolta da Corbyn a Riad, di sostenere l’Isis. Il segretario alla Difesa americano Carter annuncia che forze speciali di terra interverranno in Iraq, e il primo ministro iracheno ribatte: non abbiamo bisogno di un dispiegamento sul terreno di truppe straniere e qualsiasi loro presenza deve avvenire con l’approvazione e in coordinamento con Baghdad. Mosca accusa Erdogan e la sua famiglia di essere coinvolti in traffici illegali di petrolio e armi con l’Isis: “Abbiamo le prove”
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Corbyn ai laburisti: sulla guerra libertà di coscienza

Il Regno unito ad un passo dalla guerra. Il leader laburista Corbyn ha dato ai suoi libertà di coscienza in vista del voto di domani in parlamento.  Secondo il daily mail 6 cacciabombardieri sono già in volo verso la base di Cipro. Anche il governo tedesco approva missione militare di Berlino, che però non parteciperà direttamente ad azioni contro l’Isis. La coalizione anti Isis in Iraq ha distribuito volantini a Ramadi chiedendo alla popolazione di mettersi in salvo in vista dell’attacco imminente. L’Italia prende molto sul serio il rischio che pezzi importanti dell’organizzazione del califfato si rifugino in Libia, dice il ministro Pinotti.

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Obama e Putin 30 minuti faccia a faccia a Parigi

 

siria aereo militare russo

Incontro bilaterale di 30 minuti tra Putin ed Obama a Parigi. “Si alla soluzione politica ma Assad se ne deve andare”, dice a Putin il presidente americano. In Europa invece oltre alla Francia anche la Germania ipotizza di coinvolgere le truppe di Assad nella lotta all’Isis. Aereo russo abbattuto: la Turchia non si scusa mentre Israele rivela che aerei russi sconfinano frequentemente nello spazio aereo dello stato ebraico, “non per questo li abbattiamo” dice il ministro della difesa. Secondo il Guardian truppe USA combattono da mesi a fianco dei Peshmerga nel nord dell’Iraq anche se il pentagono nega.  Continua a leggere