Perché ad Aleppo si combatte una guerra mondiale in miniatura

Siria, i danni ad Aleppo e DamascoDopo il fragile accordo sul cessate il fuoco, i raid russi in Siria anziché attenuarsi si sono intensificati. Per Mosca è in gioco il suo futuro ruolo in Medio Oriente e nonostante la telefonata tra Obama e Putin sulla “cooperazione” per il cessate il fuoco, le posizioni restano distanti ed è notizia di oggi il bombardamento di due ospedali nel nord della Siria. Intanto Ankara continua a colpire le postazioni curde, difendendo la sua linea anche di fronte agli appelli degli Stati Uniti e dell’alto rappresentante della diplomazia Ue, Mogherini. Milizie irachene e libanesi, sotto l’egida dell’Iran, avanzano sul terreno. Gruppi ribelli siriani, sostenuti da Stati Uniti, Turchia, Arabia Saudita e Qatar, combattono per guadagnare posizioni. Un conflitto “per procura”, con le potenze mondiali che appoggiano le diverse fazioni siriane rivali. Nel frattempo le campagne di Aleppo si stanno svuotando, una strategia precisa secondo l’International Institute for Strategic Studies, per allontanare una popolazione che non crede nel regime di Damasco. La posta in gioco non è soltanto l’esito della battaglia di Aleppo e della guerra in Siria. Il rischio è quello che il Wp definisce una “mini guerra mondiale”

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Siria, la tregua vacilla. Medvedev: “Siamo in una nuova guerra fredda”

ribelliVacilla la fragile tregua per la fine delle ostilità in Siria, raggiunta nella notte tra giovedì e venerdì a Monaco. Gruppi di ribelli hanno dichiarato che continueranno a combattere perché scettici sul cessate il fuoco dei russi: “Continueranno a bombardarci”.  Il gruppo Ahrar al-Sham ha detto che non deporrà le armi finché “non cesseranno i bombardamenti del regime, non saranno creati corridoi umanitari sicuri per i civili, rilasciati i prigionieri e sciolti gli assedi”. E il premier francese Valls ha chiesto a Medvedev di fermare i bombardamenti sulla popolazione. Il premier russo: “Non ci sono prove”. E aggiunge: “Siamo in nuova guerra fredda”

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Escalation

Oggetti di porcellana in mostra al mercato di Damasco (Photo credit should read JOSEPH EID/AFP/Getty Images)

Oggetti di porcellana in mostra al mercato di Damasco (JOSEPH EID/AFP/Getty Images)

Una guerra civile sanguinosa e distruttiva si sta trasformando in una ancor più rischiosa guerra internazionale tra potenze rivali. L’avanzata delle forze governative verso Aleppo, con l’appoggio dei bombardieri russi e dei Pasdaran iraniani, ha indotto l’Arabia Saudita ad ipotizzare un intervento di truppe di terra. Se questo avvenisse sarebbe un pericoloso salto di qualità. Le potenze internazionali che dichiarano di intervenire contro l’Isis si farebbero, in realtà, la guerra tra loro, schierandosi pro o contro la permanenza al potere del presidente Assad.  In questo clima è molto improbabile che i colloqui di pace di Ginevra, appena sospesi, possano riprendere prima che sia decisa sul terreno la battaglia per il controllo di Aleppo. La conferenza dei donatori a Londra ha stanziato una somma superiore al previsto, 10 miliardi di dollari, soprattutto per aiutare i paesi che maggiormente sopportano il peso dei profughi: Turchia, Libano e Giordania. In cambio questi paesi si sono impegnati a rilasciare ai rifugiati siriani permessi di lavoro. E’ chiaro anche da questo segnale che nessuno pensa ad una rapida fine del conflitto. Continua a leggere

Negoziati di Ginevra, si rischia il rinvio

7th Annual International Human Rights Summit 2010, Geneva, SwitzerlandCi siamo. Mancano pochi giorni per l’inizio delle negoziazioni di pace sulla Siria. A Ginevra devono incontrarsi il venticinque di questo mese le delegazioni che rappresentano il regime di Damasco e l’opposizione siriana. Voci dall’Onu creano un po’ di suspense, affermando la possibilità di un rinvio. Motivo, mancanza di un accordo fra le potenze regionali su chi deve partecipare. La Russia auspica che ai negoziati partecipino anche i gruppi moderati interni considerati più vicini al regime del presidente siriano Bashar al-Assad. Organizzazioni considerate “collaborazioniste” dal resto dell’opposizione. I media, intanto, continuano a parlare della strage di Deyr Zoor, nell’est della Siria: 300 tra civili e soldati decapitati e altri 400 militari governativi catturati dall’Isis. Si teme che possano essere uccisi nelle prossime ore

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Ginevra, Governo Damasco pronto a partecipare ma alle sue condizioni

Walid al-Moallem, Staffan de MisturaLa Siria è pronta a partecipare ai colloqui di pace di Ginevra, ma pone le sue condizioni: conoscere le liste dei gruppi di opposizione che siederanno al tavolo previsto per il 25 gennaio. Intanto restano accesi i toni tra Iran e Arabia Saudita, dopo che Ryad ha annunciato nuove “misure” verso Teheran, che da parte sua ha invitato il regno a “seguire la via della ragione”. E oggi i ministri degli Esteri della Lega Araba si incontreranno al Cairo per discutere della crisi diplomatica tra i due Paesi. Continua il caos in Libia, aggravato dall’attacco alla principale centrale elettrica di Bengasi, e arriva la notizia dell’uccisione in Iraq di uno dei vice di Al-Baghdadi, al-Obeidi

 

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Allarme terrorismo per Capodanno. In Europa capitali blindate

per blogA Bruxelles vietati i fuochi d’artificio, a Parigi schierati 11mila militari, chiusa ai festeggiamenti la piazza Rossa a Mosca. Sarà un Capodanno “blindato” quello che l’Europa si prepara a festeggiare. Un’allerta che arriva anche oltreoceano dopo che la Cnn ha rivelato l’esistenza di minacce di attacchi jihadisti nelle città di New York, Los Angeles e Washington. Intanto a Bruxelles un giovane di 22 anni è stato incriminato per gli attentati di Parigi, è il decimo arresto legato alle stragi

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Militari USA: I Russi in Siria stanno vincendo

Vladimir PutinNumerosi alti ufficiali ed analisti militari americani intervistati dalla Reuters riconoscono che la strategia russa in Siria sta pagando. Secondo fonti del Pentagono che hanno chiesto di restare anonime Putin è riuscito a consolidare la posizione di Assad pagando costi relativamente bassi. Intanto le truppe irachene riconquistano Ramadi. Hanno trovato la strada spianata dai bombardamenti americani e sono state coperte da uno stormo di droni  hi-tech  in grado di individuare ed eliminare qualsiasi cecchino in agguato.  E’ la nuova strategia per i conflitti in ambiente urbano? Quante sono le vittime civili? Domande per ora senza risposta. Quel che appare ormai plausibile è che, nonostante gli scontri verbali, Americani e Russi stiano in effetti collaborando ad una sorta di divisione dei compiti per stabilizzare il Medio Oriente, Putin in Siria ed Obama in Iraq al fine di eliminare la minaccia rappresentata dall’Isis. Continua a leggere

Milizie curde e forze arabe alleate contro l’Isis

(Lapresse)

(Lapresse)

In questa fase tutti i protagonisti giocano le carte che hanno per arrivare al tavolo di pace da posizioni di forza.  Il responsabile ONU De Mistura, ha fissato la data del 25 gennaio per l’inizio del negoziato a Ginevra. Ma non è ancora chiaro chi sarà alla fine ammesso a quel tavolo.  Ieri la morte di un potente capo ribelle, Zahran Alloush, probabilmente ucciso in un raid russo, ha portato alla sospensione di una tregua negoziata proprio dall’ONU nella periferia di Damasco. I militanti islamisti avrebbero dovuto lasciare la zona di Damasco e il campo profughi palestinesi di Yarmouk dove erano asserragliati, per raggiungere i territori controllati dall’ISIS. Una operazione ambiziosa che mirava, tra l’altro, a separare i militanti Sunniti che si oppongono ad Assad dagli elementi più radicali in una vasta area attorno alla capitale.

E mentre l’appoggio russo sta restituendo ad Assad un ruolo che sembrava perduto, tanto in Iraq quanto in Siria l’Isis sta subendo l’offensiva di una inedita alleanza tra forze curde e combattenti arabi.

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Siria, via libera alla risoluzione per l’inizio dei negoziati di pace

U.N. Special Envoy for Syria Staffan de Mistura, right, shows a copy of a Security Council resolution concerning Syria, during a press conference with Russian Foreign Minister Sergey Lavrov, left, and U.S. Secretary of State John Kerry, center, Friday, Dec. 18, 2015 at U.N. headquarters. The resolution was approved on vote during a meeting in the U.N. Security Council of foreign ministers. (AP Photo/Bebeto Matthews)

Dopo quasi cinque anni di guerra civile in Siria, per la prima volta l’Onu ha approvato all’unanimità una risoluzione sul cessate il fuoco e sull’avvio di un processo di pace. Un successo del segretario di Stato Kerry, ma la strada per attuare l’accordo raggiunto sulla carta è ancora in salita e sul futuro di Assad restano le divergenze tra Occidente e Russia. Resta aperto anche l’interrogativo su se e quali gruppi di ribelli prenderanno parte ai colloqui il mese prossimo, senza avere la garanzia dell’uscita di Assad, e su quali debbano essere considerati terroristici e quindi esclusi dalle trattative, tema su cui insiste Mosca

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