Il conflitto siriano: tra minacce e piccoli passi diplomatici

putin1Una cosa è certa. Nello scacchiere siriano tutto è possibile. La guerra continua anche se in pochi capiscono i veri obiettivi. Quello che è iniziato come uno scontro interno, una ribellione contro un regime dittatoriale, è diventato in poco tempo un conflitto internazionale di grande complessità difficile da decifrare. Solo così si possono capire i cambiamenti di alleanze, di posizioni e le dichiarazioni che arrivano ogni giorno sulla Siria. Il presidente russo conferma tutto ciò con le sue parole di ieri nella conferenza stampa di fine anno.

Davanti a 1400 giornalisti provenienti da tutte le testate del mondo, Putin ha teso la mano agli Stati Uniti per arrivare a un accordo che può non piacere al regime di Damasco, ha accusato duramente la Turchia ancora una volta per aver compiuto deliberatamente «un atto ostile» abbattendo il jet russo e ha chiuso minacciando i turchi: «Provino a volare sulla Siria adesso!». Una perfetta sintesi di quello che è oggi il conflitto siriano.

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Mosul, l’Italia manda 450 uomini a difesa della più importante diga dell’Iraq

Renzi annuncia l’invio di un contingente militare, insieme agli Usa, per proteggere i lavori sull’importante infrastruttura che si trova in una zona contesa dai jihadisti. L’appalto per i lavori di messa in sicurezza della diga alla ditta italiana Trevi. Intanto l’Arabia Saudita lancia la coalizione islamica anti-Isis cui aderiscono 33 Paesi: non c’è l’Iran, ma lo Yemen. Il presidente russo e il segretario di Stato Usa: “Insieme possiamo fare la differenza”.

 

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Kerry a Mosca. Usa e Russia cercano un terreno comune in Siria

E’ in forse la conferenza di New York, la terza sul futuro della Siria. Dovrebbe tenersi venerdì ma le divisioni tra le grandi potenze non fanno ben sperare. Il segretario di stato Kerry è a Mosca per trovare un accordo almeno parziale con Putin che gli consenta di mettere qualcosa di concreto sul tavolo. E sul tavolo dell’Europa oggi c’è la proposta bomba di creare una polizia di frontiera e un corpo di guardia costiera unico per l’area di Schengen. Se venisse approvata sarebbe una cessione di sovranità di portata immensa.   L’Isis intanto continua a dimostrare una eccellente capacità organizzativa e si procura enormi finanziamenti con meccanismi che vanno dall’estorsione, come le moderne mafie, alla zakat la “decima” islamica, che risale al medioevo, dal saccheggio alla vendita a prezzi agevolati dei beni frutto di scorrerie. Continua a leggere

Bombe a est di Damasco, mentre Ankara ritira le truppe da Mosul

Mideast SyriaAlmeno 45 civili, tra cui 10 bambini e quattro donne, sono morti nel bombardamento dei bastioni dei ribelli attorno a Damasco. E mentre è attesa per mercoledì, dopo la Conferenza di Roma, la firma dell’accordo per il governo di unità nazionale in Libia, l’inviato Onu Kobkler cerca di allargare il consenso. Siria, Mosca avverte: no a negoziati con le opposizioni legate a Riad. La Turchia ritira parte delle truppe stanziate a Mosul, mentre resta alta la tensione tra Mosca e Ankara. Un deputato turco accusa il governo del suo Paese di aver fornito all’Isis il materiale per produrre il sarin. Al Pentagono Obama presiede oggi la riunione del Consiglio di sicurezza nazionale per contrastare l’Isis

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Siria, le monarchie petrolifere del Golfo chiedono “una soluzione politica”

SAUDI-GCC-SUMMITIn politica, come nella vita, quello che inizia con le parole può sempre tradursi in azione. Le frasi di Putin sulla possibilità di usare il nucleare contro l’Isis stanno suscitando molta preoccupazione, soprattutto nei paesi limitrofi alla Siria. Dalla Turchia sono pesantissime le critiche al presidente russo. In Siria la Russia sta compiendo un tentativo di “pulizia etnica” nei confronti delle forze turcomanne e sunnite, ha detto il premier turco Ahmet Davutoglu, ribadendo le accuse a Mosca di colpire soprattutto i combattenti anti-Assad, aiutando così l’Isis. Dall’Arabia Saudita arriva l’apertura dell’opposizione siriana che ha accettato di incontrare rappresentanti del governo siriano per l’avvio di eventuali negoziati di pace. La condizione dell’uscita di Bashar Assad dal potere per dare inizio alla transizione, siglata dall’opposizione nella conferenza di Riyadh, toglie ottimismo sul successo di un processo di pace realistico nella zona

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La Russia rilancia sul tavolo libico, gli USA vogliono ‘finire il lavoro’ a Ramadi

lavrovLavrov arriva a Roma accompagnato dalla notizia, guarda caso diffusa da Teheran, della presenza di al Baghdadi a Sirte. Russia disponibile a parlare di stabilizzazione libica con l’Italia. Se Roma si unisse alle correnti che a Parigi chiedono la fine delle sanzioni europee contro la Russia…
Intanto Russia, Stati Uniti e Nazioni  unite avviano a Ginevra, domani, colloqui a tre sulla Siria. Mosca accentua la pressione militare contro i ribelli, in Siria arrivano i carroarmati hi tech T-90. Washington pronta a inviare elicotteri Apache per ‘finire il lavoro’ delle forze irachene a Ramadi, ancora nelle mani dell’Isis  

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Stato Islamico, 30mila foreign fighters e 80milioni di dollari di entrate al mese

Isis: Mosca, Erdogan è coinvolto in traffico petrolioL’Isis può contare su entrate mensili per 80 milioni di dollari, rendita che arriva in gran parte da tassazioni e vendite di petrolio e gas, mentre il numero dei foreign fighters nelle sue fila è quasi triplicato negli ultimi 18 mesi. E’ quanto si afferma nei rapporti di due autorevoli centri studi americani, mentre Amnesty International sottolinea che il ‘Califfato’ ha nel suo arsenale armi provenienti da 25 Paesi.

 

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Putin chiama all’unità contro l’Isis

Vladimir PutinPer il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk non ci sono dubbi: i russi sono in Siria non per sconfiggere il terrorismo dell’Isis ma per proteggere Assad dall’opposizione. Putin chiama all’unità contro l’autoproclamato Stato Islamico e a una coalizione allargata e forte sotto l’egida delle Nazioni Unite. La Gran Bretagna, coinvolta nei raid aerei in Siria, è ufficialmente nel mirino dell’Isis. I britannici si aggiungono ai 13 paesi che operano già in Siria con aerei militari, tutti senza un comando congiunto, senza obiettivi comuni, senza un canale di comunicazione tecnico e in alcuni casi in aperta ostilità reciproca

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Segretario alla difesa Usa: in Iraq combatteranno forze speciali

Si annuncia acceso il lungo dibattito previsto oggi alla Camera dei Comuni britannica per decidere sull’intervento militare in Siria, dopo che il premier Cameron ha accusato il leader Labour Corbyn, contrario ai raid, di simpatizzare con i terroristi. Intanto sul Times l’ambasciatore saudita definisce un insulto l’accusa, rivolta da Corbyn a Riad, di sostenere l’Isis. Il segretario alla Difesa americano Carter annuncia che forze speciali di terra interverranno in Iraq, e il primo ministro iracheno ribatte: non abbiamo bisogno di un dispiegamento sul terreno di truppe straniere e qualsiasi loro presenza deve avvenire con l’approvazione e in coordinamento con Baghdad. Mosca accusa Erdogan e la sua famiglia di essere coinvolti in traffici illegali di petrolio e armi con l’Isis: “Abbiamo le prove”
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Corbyn ai laburisti: sulla guerra libertà di coscienza

Il Regno unito ad un passo dalla guerra. Il leader laburista Corbyn ha dato ai suoi libertà di coscienza in vista del voto di domani in parlamento.  Secondo il daily mail 6 cacciabombardieri sono già in volo verso la base di Cipro. Anche il governo tedesco approva missione militare di Berlino, che però non parteciperà direttamente ad azioni contro l’Isis. La coalizione anti Isis in Iraq ha distribuito volantini a Ramadi chiedendo alla popolazione di mettersi in salvo in vista dell’attacco imminente. L’Italia prende molto sul serio il rischio che pezzi importanti dell’organizzazione del califfato si rifugino in Libia, dice il ministro Pinotti.

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